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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

9 luglio 2009

due..


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due giorni..
due pensieri..

nessuna cosa ch’io abbia mai letto o immaginato riguardo al mare potrebbe mai essere paragonata a questa mia personale esperienza.. così come non potrebbe esserlo nessuna delle mie personali esperienze passate..

nessuna cosa ch’io potessi scrivere in proposito potrebbe mai davvero renderne l’idea..

due giorni..
due pensieri..
due istantanee..



non molto più di questo,
vorrei poter riuscire a fare..

2 commenti:

  1. Miticooooo...ho conosciuto pippo....e questo?gli hai dato un nome? un faro è sempre un faro...notte;)*

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  2. ho dimenticato molte cose.. mi sono pulita da tanto rumore.. ho ascoltato solo quello del mare e dei gabbiani.. ho lasciato che le cose si chiamassero da sé.. può darsi che il suono di quel mare e le voci di quei pescatori fossero diversi da quelli, che, quel giorno non lontano, udisti tu.. e che il colore lasciato dal sole sulla mia pelle non sia lo stesso che sulla tua si è appoggiato.. ora, forse questo faro avrà un nome per me e un altro per te.. le sensazioni sono soggettive.. tu hai sentito un suono e io un altro, provenire dall’infinito.. il bello che c’è sta tutto in questo scambio.. una sensazione non condivisa muore.. regalarla è ritrovarla.. è vero, sì.. un faro è sempre un faro.. il nome non serve.. ti abbraccio.. :)*

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