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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

19 luglio 2009

strade..

..
non so toccar le cose..
non so comprenderle che a livello sotterraneo..
allora chiedo..
mi faccio spiegare..
cose..
e c’è chi sgrana gli occhi di fronte al mio volo all’in giù dalle nubi d'una distratta ingenuità..
cose..
parole..
le immagino in un posto che è dove esse non sono o dove, se sono, non mi interessa sapere del loro esistere..
vivo straniera in questo mondo senza trovare la strada per il mio..
un essere travestito d’umano che dai veri umani si lascia sbatacchiare, sventolare, ridurre a marionetta..
chiedo..
traduzioni..
distrattamente chiedo..
capisco, poi..
di non capire..
e allora per un attimo desidero..
d’essere come gli altri o, almeno, solo come qualcuno degli altri che non sono me..
poi mi sveglio..
mi dono all’essere e la cerco, quella strada..
che è dove io non sarò o dove, se sarò, non interesserà sapere del mio esistere..
..

..
somiglierà a questa, la mia strada..
una via fatta di sassi enormi e incredibilmente saldi..
con piccoli infiniti abissi che li separano gli uni dagli altri..
e una fine che continua..
(dentro il mare..)

4 commenti:

  1. "si lascia sbatacchiare"... come un'onda che arriva... e frange un sorriso sulla riva ˜

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  2. non so veder l'errore, stavolta.. (il sorriso sì ¤)

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  3. c'è solo una d che crede di essere una s... (e che "di lascia sbatacchiare" dal correttore...) ma in fondo come per "sorrido" piuttosto che "sorriso"... il senso si capisce... il senso è sempre quello ˜

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