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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

11 agosto 2009

dadi&tratti..

..
quasi assuefatta a un'ormai troppo usuale inedia d’attività, lascio che la mente vaghi giocando a dadi con se stessa..
esce un numero pari ed è sulla logica di certi miei rigori che si fissa l’attenzione..
troppi o insufficienti, non lo so..
rigori e basta.. certi e basta.. su alcune cose sì e su altre no, senza nemmeno troppe regole.. o comunque senza che esse riescano a raggiungere una propria consapevolezza d’esistere e di esser state stabilite..
ma poi c’è sempre un dispari che avanza, quasi a risultato d’un incessante evolversi e mutare..
e allora capita che per un nulla io scopra di non esser punto rigida, ma, anzi, alquanto malleabile e persino debole, se toccata sul vivo di strani nodi emozionali che spesso mi sono scoperta credere solo miei, essendo ragionevolmente impossibili da riconoscere in qualunque altrui atteggiamento che possa arrivare a conquistare sufficiente superficie da uscire allo scoperto quando qualcuno con me si rapporta..
infine può capitare che io, torpidamente risvegliata da un qualsiasi avvenimento trascendente il routinario scivolare dei momenti, mi accorga che, non la mia mente, bensì il tempo stia lanciando i dadi..
non fosse per questo mio mancato concedermi sfoghi emotivi di tal portata, credo mi sfuggirebbe pure un liberatorio ‘porcamiseria’ nell’accorgermi che non tocca mai davvero a me..
salvo poi rendermi conto che, invece, il non decidere è pur sempre una sorta di decisione, per paradosso tanto più spontanea quanto (bene o male.. questo importa, ma anche no..) ponderata..
sarebbe più facile che un cammello passasse per la cruna di un ago e che io, nonostante la miopia che avanza, quello stesso ago riuscissi in un qualsiasi pagliaio a ritrovare, piuttosto che immaginarmi preferire, a qualcuno con poco o nulla da dire (ma di sincero mutismo..), chi mi volesse far creder d'essere o di rappresentare chissà che ..
le lusinghe sono pane per gli aguzzi denti della vanità.. cibo che quella in fretta digerisce senza che lo spirito si possa giovare d’alcun reale nutrimento..
eppure.. a volte gli aghi si ritrovano, eccome, nei pagliai.. a volte ci sono crune che sanno farsi immense.. a volte è più potente la vanità della ragione..
se fosse sentimento credo che sarebbe più facile perdonarle questa sua forza.. che sa esser pari solo a quella di un’idea quando si fissa..
in questo momento non so se ce l’ho di più con la ragione che è troppo ragionevole, con la vanità che non sa provar sentimenti o con l’idea di inesistenti moti talmente fissi da sembrar ballerini..
accidenti alle illusioni ottiche!..
pensieri a parte comunque (!) penso..
penso..
penso..
penso che sia uscito un tre al tempo e un tre a me, quest’oggi..
non saprei dir perché, ma mi sa così..
guardiamo il lato positivo..

(sembra sia finita pari e patta..)

nota (tra me e me) quando ci vuole ci vuole (porcamiseria..)

9 commenti:

  1. dopo il routinario scivolare dei momenti, lieve vola un virgola... è un avvenimento, direi (sempre che non sia un'illusione ottica, pure quella)...
    però, pensavo... tre e tre non dicono "patta"... dicono "sei"... [porcamiseria!] ˜

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  2. Infatti la vanità non è un sentimento, nonostante ci siano volte in cui l'estetica ha la sua importanza.. In ogni caso bisogna diffidare delle facili lusinghe. Incece che ben vengano le tue illusioni ottiche! [a me è uscito un sette, cosa vorrà dire?]

    Letto il tuo commento, il mio cane ringrazia :)
    ti ho risposto sul mio.

    ciao

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  3. [eh eh... che svirgola!]
    [se rido]

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  4. Dovrei provare anche io con i dadi. Come ad esprimermi: "ci vuole una giusta dose di razionalità. E poi comportati nel modo più istintivo possibile".

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  5. a f : ops.. forse prima di svirgolar, la virgola tratteneva.. parole o solo lettere superflue e ininfluenti.. s'era scostata per lasciarle volar via, mi sa.. eheh.. sei.. già.. un bel modo di vedere quel tre e tre.. nessuna patta per sei sorrisi sembra un buon cambio.. ¤

    a d : il sette è un salto.. il sette è un volo.. il sette è libertà.. ciao a te.. e sorriso.. m.

    a s : certi dadi non smettono mai di roteare.. certi dadi non si accontentano di un solo risultato.. coi moti perpetui c'è poco da discutere..

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  6. http://www.youtube.com/watch?v=d389jZXqHE4

    pensieri comuni...nessun rumore, nessun suono...

    s&a***** non loggati

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  7. .. A. amica telepatica!.. l'avevo giusto messa ieri, questa canzone, ad arredare il profilo e ad accompagnarmi per un po'.. s&a***** a te..

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  8. rido... il primo commento era per quella virgola volante che hai già riappacificato con i momenti; il secondo era per me, milena... non è che hai modo di metterci quella "a" vacante al mio "un virgola"? Vabbè che potrebbe quasi esser licenza gergale, ma non era nelle intenzioni... e per un correttore (oltre che ironia della sorte) è una svirgolata niente male!
    Comunque sia, la colpa è tua [aaaahssssì!]: mi fai lavorare talmente poco che m'arrugginisco...

    [in "angoli" invece, tra le enormi rinunce, ci manca un respiro; secondo me Maresa se lo immaginava. E poi, un accentino sul fastidio che ti dà l'(es)senza potrebbe anche caderci... a piedi nudi, naturalmente... ché i piedi nudi sono il primo segno dei primi figli del mondo...]

    [un sentito ringraziamento per aver pensato alla mia ruggine... e avermi contraddetto subito, ovvio...]

    ˜

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  9. a) non c'è modo direi per me di modificare un commento se non cancellandolo indi reinserendolo il che, ovvio, snaturerebbe il commento stesso e del di lui contestual significato.. lascerei a quella prima virgola il dubbio sulla propria identità femminile.. cosa che tra l'altro a me ricorda il mio vecchio prof di diritto il quale era solito dare articoli maschili a nomi femminili e viceversa (tra una frase in latino e l'altra.. tanto per tenersi in allenamento..)

    b) mmm.. l'accento sul da.. io credevo d'aver capito che ci volesse solo nel caso il da (dare) si potesse nella stessa frase confondere con un da qui a là.. se lo dici tu che ci va però ti credo.. e naturalmente vo (ò?) a correggere..

    c) ma scherzi? di nulla!..

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