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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

20 agosto 2009

miraggi..

..
ma davvero avevo pensato?..
ma davvero avevo creduto?..
sì..
davvero..
e invece?..
no..
invece no..
non era vero nulla..
che era finita..
che ci avevo visto bene..
che bene ci avevo sentito..
non era vero..
accidenti a questo girotondo d’ingannevoli percezioni..
accidenti alle unità di misura non misurabili se non con termini come ‘un tot’, ‘suppergiù’, ‘massìdaipiùomenocosì’..
accidenti?..
macché accidenti..
grazie, semmai..
grazie a tutti i girotondi e alle molte mancate misurabili unità..
grazie?..
macché grazie..
accidenti, direi..
e allora, tanto per finirla, che non se ne può più, facciamo accidenti e grazie..
ah.. che sollievo!..
il sano compromesso..
accidenti e grazie, ok..
ma.. a che?..
ai miraggi, chiaro..
un momento..
davvero non era poi vero?..

(la domanda di riserva, c'è?..)

nota :
forse (e dico forse..) del caldo..
e quando?..
forse (e ripeto forse..) le volte in cui dovesse sembrare più di ieri e meno di domani.. (o era il contrario?..)
e dove?..
forse (!!) ove il tutto(tutto..) fosse comunque ancora da vedere, supponendo che, del dì in sera (così come, di quella in notte..) la trasformazione ancora non avesse a essere.. avvenuta..

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