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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

18 ottobre 2009

esperimentitattili..

..
tocco il muro..
passo la mano sopra uno spicchio di muro che, sotto la mia mano, della mia mano prende la forma.. della mia mano lascia la sostanza..
sostanza di mano che tocca una fetta di muro..
freddo..
frastagliato..
microavvallamenti che a me, attraverso una mano (è la mia?) raccontano di sé..
mi piace il muro..
anche se è taciturno..
mi piace il dato di fatto che non mi lascerà solo perché non mi capisce.. che non mi chiederà mai d’essere qualcun’altra.. una meno triste.. oppure anche solo una con una mano più grande..
ora..
tocco il muro..
e al muro penso..
mi lascio invadere l’interezza dell’attenzione da quello che non è poi se non un immaginario ascolto..
ascolto..
il muro..
con la mano..
uno strano silenzio di rimando mi risponde.. è intriso di verità..
penso al muro e alla mia mano.. così diversi.. così uguali..
penso ‘hanno qualcosa in comune’..
a tutto questo nulla penso..
e poi al mare d’ogni idea che qualcuno ha avuto il coraggio di far parola..
e ancora al mare d’ogni parola che qualcuno ha avuto il coraggio di navigare fino a lasciar di quello l’onde infrangersi sulla riva d’una (fors’anche minima.. ma pur sempre) azione..


4 commenti:

  1. voglio vedere se c'e' qualcosa di cui non sei in grado di parlare o della quale riescia dire solo banalita'.. ci sara' no?!

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