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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

25 novembre 2009

orli..

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si precipita..
piano..
di attimo in attimo che è già l’attimo in cui ci si ritrova un passo più in là di ogni dove dal quale tornare non si può..
e ti cancella, tempo, come gomma con tratto di matita..
semplice è oblio.. e disperato.. somiglia a perenne marea che in gocce colte sul proprio stesso orlo a sporgersi, si lasciasse da ogni incalzar d’infiniti ‘poi’ scomporre..
è proprio così che si smette d’essere intero..
(lentissimamente)..


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(di colpo)..

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