.

.

.

02.09.15

"donde no puedas amar, no te demores"

(kahlo)

4 novembre 2009

irrequietezza(fantasma)..

..
no che non è vero che sono tranquilla e per nulla in ascolto, attesa, incessante tensione oppure anche solo.. off.. ancora spenta.. mi spengo così.. smorzo l’inganno e divento improvvisamente avida di.. gesti?.. e ancora pretendo d’esserci d’aver un posto a cui tornare (ma non è il mio).. chiedo realtà duttile e plasmabile, da desiderio (mio, quello sì..) improntata.. insufficiente.. no, no, no.. no che non mi basta.. no che non mi basta camminare lungo i giorni senza (as)soluzione.. continuità.. legame e radice.. prendo quel che mi è dato ma non.. dovuto (oh.. maledetta volontà d’aderenza a certa improbabile tramandata idea di giustizia che mi fa.. piatta).. lascio quel che se solo d’impegno sapessi vestire.. cosa?.. se solo se solo.. se solo non fossi così stanca di tutti questi se solo.. stanca.. parlo con me.. insomma.. amo parlar con me.. amo parlar di me.. unica che mi conosce.. sola che mi vuol sfuggire.. e poi quest’inutile scrittura che ancor più pende, all’avanti, al dopo, all’.. ancora.. ancora, ancora, ancora.. non della prima boccata d’aria mi posso accontentare.. oh, quanta.. quanta?.. parla, mi dico, parla, maledizione, parla.. mi scuoto senza toccarmi perché non ho braccia abbastanza lunghe per arrivare nel luogo che è.. vero?.. unico.. luogo.. e vero.. e allora in quella prima, che sola appaga.. e poi in tutte le successive che diventano ‘già respirate’ ma che non mi risolvo a smettere d’inalare perché.. perché?.. perché non sono morta.. ne voglio.. ne voglio ancora.. lì, in mezzo a questo gran prendere e lasciare che è del respiro naturale evoluzione, cerco.. mi dibatto.. mi ribello all’apparenza che mi vuole conosciuta e stabile.. a chi (son’io) crede d’avermi percorsa e capita..


(non dirmelo.. no.. non dirmelo mai che sai chi sono.. non dirmelo che te ne andrai.. tu vattene, se vuoi.. ma non dirmelo.. non dirmelo mai.. ché l’ascoltarlo farebbe così talmente.. male.. tanto, tanto più male.. ben oltre l’ancor sopportabile limite del capirlo assaggiandoti i silenzi..)

3 commenti:

  1. mai nessuno riuscirà a percorrerci,tanto meno arrivare a capirci..

    però,in compenso assaggierei volentieri i silenzi..e anche il mio ragazzo se smettesse di guardarsi la partita! ehehe

    (era per sdrammatizzare questo momento così profondo)
    a prescindere,bel post!
    bacio.

    RispondiElimina
  2. il non essere capiti è come essere una palla che rimbalza contro un muro, una triste bolle dove nessuno da fuori può ascoltare le tue urla. :(

    RispondiElimina
  3. ukiyo : eheh.. ma le partite sono interessanti.. stasera c'era inter-dinamokiev, mi pare o era dinamokiev-inter?.. mah?!.. tu prova a far la faccia da goal.. vedrai come s'incanta.. :).. eheh.. macché profondo.. voleva essere come una di quelle poesie catartiche che recita quel comico di zelig (il nome non lo ricordo).. ma m'è sfuggita la conclusione ironica e ho dovuto rimediare come ho potuto.. in ogni caso (a prescindere) è molto più bello il tuo commento!.. bacio a te.. m.

    ps. ogni silenzio ha il suo sapore.. e tu ne hai tempo davanti per imparare a distinguerli.. io ancora non ce l'ho fatta.. sarà questione di papille.. poco male.. m'affido ai retrogusti.. :)

    dark0 : anche l'esserlo troppo a volte lo è.. e poi.. insomma.. la bolla mica è così male, no?.. ai timpani del prossimo non ci vogliamo pensare?.. buona notte a te.. ti sorrido.. :).. m

    RispondiElimina