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02.09.15

https://www.youtube.com/watch?v=kQha5einETw

Avrei bisogno di un po’ di riposo, dice il dottore.
Ne avrei bisogno in effetti, hai ragione doc
e anche tu
anche tu ne avresti.
E avremmo bisogno
di un po’ di gatti
qualche pillola colorata
un po’ di pace
una bici nuova
probabilmente baci
un bunker antiatomico
avremmo bisogno di qualcuno
di qualcuna
che domani pensi a noi nella battaglia
e avremmo bisogno di un po’ di aria pulita
di penombra
un po’ di vino bianco fresco
avremmo bisogno di un po’ di carezze
magari di fare un po’ all’amore
avremmo bisogno
che qualcuno abbassi l’aria condizionata
e avremmo senz’altro bisogno di un po’ di silenzio
un po’ di buona poesia
e un po’ di buona musica
di lenzuola pulite
e un nuovo cuscino
e avremmo bisogno
che lei la smettesse di guardare
di nascosto in continuazione
quel cazzo di telefono
mentre siamo a pranzo assieme.
Di cos’altro, doc?
Un po’ di gentilezza, certo
un paio di pantaloni nuovi
– non trovi che in giro
ci sia un’incredibile mancanza di eleganza? –
e che venga presto settembre

(Guido Catalano)

11 novembre 2009

schiarite..

..
idea che si fa appiglio.. indistinto orizzonte che si lascia pensare quale irraggiungibile paesaggio..
(meta da non violare mai)..
che sia il solo viaggiare per viaggiare quello che manca ai miei giorni, lo penso, sì.. (anche se giusto a volte)..
ho mani tese all’avanti e mente che abita l’indietro..
allora non è simulazione, lo strappo.. ma occasionale lacerazione spazio temporale che permette al limite di farsi pertugio.. allargato di visioni.. ricucito di sconclusionate inconcludenze..
(amore)..
amore è amore solo nel suo restare astratto e indiviso dalla propria insostanzialità.. fiaba raccontata alla notte per attirar ristoro.. sonno.. finalmente.. libertà.. o solo.. nuova fuga.. corsa appena sfiorata col pensiero.. soffio di vita che possa asciugar dolore.. e forza da non lasciarsi scivolare tra le dita facendone manifesto.. (ignominia.. tale diventa vanità laddove assecondata)..
se una cosa non mi va me ne discosto..
(punto)..
eppur non tutto quello contro il quale non lancio grida acute d’impotenza, ottuse di ferita (comunque sempre momentanea) scontentezza, sottintende arreso assenso (che abbia a saperlo, il mondo, tutto qui)..
mi riavvio..
prendo le distanze..
necessaria azione che al me sento di dovere (improvvisa presa di coscienza d’una sordità che mai si fosse arresa a esser ‘del mondo’ – colpa? -.. o di qualcuno che, impropriamente, a ipotesi d’intero sia stato fatto assurgere)..
totalità è inattribuibile a unica persona..
e ora che lo so me ne regalo sommesso sospiro e vaga increspatura (sollievo)..
se e quando sento di dovermelo me ne allontano, però..
e senza chiedere il permesso, questa volta.. ché a nessuno, ho deciso (proprio ora), darò mai più il potere di vidimarmi un’opinione né un ‘non so’..
posso benissimo concedermelo da me, il lusso d’un mutamento direzionale.. meglio se improvviso..
amo da sempre (e non corrisposta) l’improvviso..
ed è stato forse per aspettarlo che sul suo altare mi sono accorta d’aver immolato quel coraggio (nato con me), d’esser solo me..
mi stordisco di parole perché il mio già (d’essenza) provato cuore non reggerebbe d’alternative (altra) sostanza..
e mi va bene così..
per morir c’è tempo..
per sparire pure..
d’attendere nuove parole e altra pioggia mi sono stancata..
me le regalo da sola, dunque..
(istantanea di un’infatuazione)..
estemporaneamente dedicata a tutto quel nulla.. che è.. solo se.. ‘non c’è’..
..
(non) è (che) una canzone..
..
[a ciò che per oggi (pur andando) non va..
mentre al domani (senza di biasimo note, né indugi) rimando..



qualunque ‘chissà?’..]
(13/11/09)

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