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02.09.15

https://www.youtube.com/watch?v=kQha5einETw

Avrei bisogno di un po’ di riposo, dice il dottore.
Ne avrei bisogno in effetti, hai ragione doc
e anche tu
anche tu ne avresti.
E avremmo bisogno
di un po’ di gatti
qualche pillola colorata
un po’ di pace
una bici nuova
probabilmente baci
un bunker antiatomico
avremmo bisogno di qualcuno
di qualcuna
che domani pensi a noi nella battaglia
e avremmo bisogno di un po’ di aria pulita
di penombra
un po’ di vino bianco fresco
avremmo bisogno di un po’ di carezze
magari di fare un po’ all’amore
avremmo bisogno
che qualcuno abbassi l’aria condizionata
e avremmo senz’altro bisogno di un po’ di silenzio
un po’ di buona poesia
e un po’ di buona musica
di lenzuola pulite
e un nuovo cuscino
e avremmo bisogno
che lei la smettesse di guardare
di nascosto in continuazione
quel cazzo di telefono
mentre siamo a pranzo assieme.
Di cos’altro, doc?
Un po’ di gentilezza, certo
un paio di pantaloni nuovi
– non trovi che in giro
ci sia un’incredibile mancanza di eleganza? –
e che venga presto settembre

(Guido Catalano)

23 dicembre 2009

jinglealltheway(yy)..

..
con su i cappelli da babbo natale rientriamo cantando uno stonato gingolbells..
sembriamo felici..
quattro ragazze tutte diverse che indossano copricapi uguali (non imbottiti)..
(per un momento penso con rammarico al mio colbacco abbandonato sulla scrivania)..
siamo in quattro..
(proprio come gli amici al bar di gino paoli)..
quattro..
una manca..
un’altra mancherà.. [occupando nello spazio del suo esistere spazio altro (forse identico.. più probabilmente solo simile)]..
ecco abbozzo di pensiero che non si lascia formulare se non per estremità (giusto parentesi graffe a chiudere un’equazione che non c’è)..
come quella cosa scritta che quasi non ci fai caso sopra i libri di scuola guida..
l’unica che mi sia rimasta in mente, ora che ci penso (e non è che sia proprio bellissimo da dire se una tuttora guida)..
una regola, credo.. che recitare non saprei..
non me ne trovo registrato che vaghissimo l’approssimativo significato..
si parlava di corsie.. e di come fosse necessario il saperle occupare per il minor tempo possibile..
facciamo così anche noi, ora, mentre cantiamo..
spostiamo il nostro noi da un qui già da fin troppo tempo abitato per portarlo in un lì nell’imprimere il passo sul quale non possiamo evitar di avvertire il consequenziale imperativo ‘via!’ (per ora solo tratteggiato)..
quella delle altre non so.. ma la mia meta è un colbacco..
che si trova in un lì talmente lì da farlo apparir ben più desiderabile osservandolo da qui di quanto non sarebbe se il lì e il qui coincidessero..
(o almeno le di lor temperature)..
a parte questo, le ugole graffiate dal gelo e la modestia..
beh..
è venuto proprio un gran bel gingolbells..

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