.

.

.

02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

6 dicembre 2009

osmosi..

..
m’accade di sentirmi oggetto, a volte..
e di bollar la sensazione come spiacevole, quando in fondo in fondo, di veramente tanto assurdo nulla ci sarebbe..
oggetto è pur sempre soggetto a sé stesso..
s’è solo dimenticato la esse per la strada..
ne ha unicamente sminuzzato sostanza e verità con l’idea di farne briciole..
briciole.. cibo per uccelli..
(ché una strada vera da ritrovare mica c’è)..
questa nuova condizione mi lascio allora adagiare sulla pelle tutta e di tal sostanziale insensibilità cutanea anestetizzo per osmosi anche il didentro..
cosicché potrei benissimo esser finestra o imperturbabile parete divisoria tra l’universo-mondo e il sistema-mente..
divisoria, sì, e punto lineare, per quanto frastagliata..
come se fosse cielo attraversato da nubi ballerine risoltesi a far due salti per onorare il dì di festa..
e forse rimpiangerei, se di rimpianger fossi capace, una lacrima che mi facesse creder d’essere, foss’anche per un solo istante, qualcosa di almeno d’un soffio dissimile a..
(un robot?)..
ma poi passa l’istante..



[e tutto ciò che volevo (davvero no) non lo voglio più]..

foto: prisoner by amornomore

Nessun commento:

Posta un commento