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02.09.15

Ti voglio bene si dice al cane

D’altronde a quei tempi
A quei tempi bastava davvero poco a dirsi “addio”
A darsi un ciao d’addio eravam buoni tutti
Era l’ordinaria amministrazione
Erano tempi di cuori ghiacci
Eran tempi che si era imparato a ballare da soli
Eran tempi che un “è stato bello” non lo si negava a nessuno
Eran tempi che non pioveva più da sempre
Tempi di siccità feroce
Di occhi secchi
Neanche piangere qualche lacrima eravam più capaci

E le poesie d’amore costruite in serie come utilitarie
C’eran più poesie d’amore che innamorati
C’eran più poeti che soldati

E d’altronde la natura faceva il suo corso
Ragno mangia ragno
Labbro bacia labbro
Mano carezza viso
Pugno spezza naso
Nebbia in Val Padana
Occhio non vede cuore non duole
Cuore non batte ciao è stato bello
Ciao è stato bello salutami a casa

D’altronde avevamo perso il sonno
La rotta
La voglia
La fame
E “ti voglio bene”
- ho poi scoperto -
Ti voglio bene, si dice al cane.

(Catalano)

https://youtu.be/jsCCnpcGEWI

7 gennaio 2010

diciannoveeventisette..

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inizio distratto.. più asincrono trifase d’un motore mandato alla giusta frequenza.. ma qualcosa a visitarmi c’è.. sempre.. nonpensiero elettrico che pulsa il suo perché.. dimentico scadenze ed evito d’apporre timbri al mio domani.. va bene così (penso).. fatalismo riciclato cui manca rima e fantasia per diventar proverbio.. specchio di proiezioni andate non fa più paura.. è sola di riverberi, la sera.. un manto di strada provvisto di lucore interscambiabile e(a?) immoto vagare m’accompagna i passi su un adesso distinto (si sarà anche impegnato qualcosa pur di noleggiare il frac.. ma fa la sua figura)..
(diciannoveetrentadue)..

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