.

.

.

02.09.15

https://www.youtube.com/watch?v=kQha5einETw

Avrei bisogno di un po’ di riposo, dice il dottore.
Ne avrei bisogno in effetti, hai ragione doc
e anche tu
anche tu ne avresti.
E avremmo bisogno
di un po’ di gatti
qualche pillola colorata
un po’ di pace
una bici nuova
probabilmente baci
un bunker antiatomico
avremmo bisogno di qualcuno
di qualcuna
che domani pensi a noi nella battaglia
e avremmo bisogno di un po’ di aria pulita
di penombra
un po’ di vino bianco fresco
avremmo bisogno di un po’ di carezze
magari di fare un po’ all’amore
avremmo bisogno
che qualcuno abbassi l’aria condizionata
e avremmo senz’altro bisogno di un po’ di silenzio
un po’ di buona poesia
e un po’ di buona musica
di lenzuola pulite
e un nuovo cuscino
e avremmo bisogno
che lei la smettesse di guardare
di nascosto in continuazione
quel cazzo di telefono
mentre siamo a pranzo assieme.
Di cos’altro, doc?
Un po’ di gentilezza, certo
un paio di pantaloni nuovi
– non trovi che in giro
ci sia un’incredibile mancanza di eleganza? –
e che venga presto settembre

(Guido Catalano)

8 gennaio 2010

dodicietrentadue..

..
ho un istante che mi tallona lampeggiando la sua impazienza.. e una riga continua a lato che a lui e a me impedisce ogni sorpasso.. ho un rifugio di silenzio senza soste né orari.. e una fila di predicati stanchi d’essere vergati sopra la malinconia dei giorni.. sulle spalle anni d’indecente non-attesa e occhi piegati al terreno sotto il peso d’una salita senza curve.. sorrido d’ogni ingenuità che mi è piaciuto conservare, spolverandola ogni tanto come si fa coi soprammobili che d’inutilità agghindano un’altrimenti spoglia credenza.. tra un granello e l’altro che si tuffa dall’alto lato della mia clessidra m’ascolto non parlare demandando all’eco il compito di dare un nome a quel che c’è e a quel che manca (gemelli interscambiabili).. cerco di non farmi d’incapacità progettuale colpa e accolgo come imprevisto un risultato che minuscoli segni, ma precisi, s’eran dati sì tanta pena d’annunciarmi.. sciolgo un po’ di tensione tra queste righe, e un pizzico di adesso che è ritrovata calma.. potrei perdermi nell’arzigogolata semplicità di questi ghirigori se solo me lo permettessi.. e invece no.. scelgo un’ipotesi di linea piatta e continua.. più la fisso e più la scopro somigliante a un lungo meno in condotta.. infalsificabile ormai la firma da apporre sotto inutile e comunque non richiesta giustificazione.. più tardi forse le darò un po’ di pace.. per il momento m’accontento d’immaginar per quella il più pieghevole possibile degli origami..
(trediciezerosei)..

2 commenti:

  1. io spero che che tu stia raccogliendo in un libro queste fantastiche elucubrazioni che quasi sempre hanno a che fare con il tempo, sarebbe una bella cosa, il tema del tempo e' affascinante e tu lo sai sviscerare in tutte le sue declinaizoni. Sorriso quotidiano e sorrisi arretrati :)

    RispondiElimina
  2. eheh.. certo.. sono più previdente di qualsiasi alleanza.. l'archivio dei deliri è già nelle mani del mio notaio di fiducia (ehm.. passami l'ossimoro) incaricato di pubblicarlo assolutamente postumo.. per ora scrivo scrivo (no dico hai visto che parcelle hanno i notai?).. ricambio i sorrisi.. :)) m.

    RispondiElimina