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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

22 gennaio 2010

non..

..
né cosa né come in un mai..
un mai di stelle stinte ed è già notte..
amica.. come non so essermi io..
lontana di distacco rincorso senza pace.. astratta cronista d’un rifiuto che son tanti.. o forse nessuno.. incessante ripercorrersi che sa d’ostinazione.. e cause perse senza imputati..
io solo registro e forse in questo mi scopro il nastro consumato..
eppure cose belle ancor ce n’è.. nonostante ogni nonostante senza altre ragioni che ragioni nemmeno mai messe in discussione..
esco da una scena che non è la mia.. mi soffoca il fondale d’un cielo che si lasci scoprir plastificato.. m’atterrisce l’alternarsi d’ologrammi cui m'avvedo somigliare.. solo capace di cantarmi un dolore che non c’è.. impotente e immota di battaglie alle quali non so che render resa.. o ancora rissosa e scomposta di diritti che non abbiano il diritto di venir rivendicati..
meglio la mia aria da tutti i giorni.. con in bocca qualche ciao e sulle labbra circostanziali sorrisi che a volte e basta sanno salirmi agli occhi come per un accenno di verità..
a volte.. e basta.. non sempre.. non mai..
un po’ di cose le ho anche toccate, nel mio oggi.. mi sono accarezzata un imbarazzo senza senso (parasimpatico dei miei stivali).. mi sono arrotolata tra le dita due o tre ciocche di quella stanchezza annichilita che posso chiamare col mio nome da quando non so più scoprirmi grata dell’infinito nulla che m’è stato dato di poter consumare.. e poi parole.. ho lisciato sotto i palmi delle mani parole come per riuscir da quelle a spremer fuori ciò che c’è.. ma solo a volte..
a volte.. e basta.. non sempre.. non mai..

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