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02.09.15

Ti voglio bene si dice al cane

D’altronde a quei tempi
A quei tempi bastava davvero poco a dirsi “addio”
A darsi un ciao d’addio eravam buoni tutti
Era l’ordinaria amministrazione
Erano tempi di cuori ghiacci
Eran tempi che si era imparato a ballare da soli
Eran tempi che un “è stato bello” non lo si negava a nessuno
Eran tempi che non pioveva più da sempre
Tempi di siccità feroce
Di occhi secchi
Neanche piangere qualche lacrima eravam più capaci

E le poesie d’amore costruite in serie come utilitarie
C’eran più poesie d’amore che innamorati
C’eran più poeti che soldati

E d’altronde la natura faceva il suo corso
Ragno mangia ragno
Labbro bacia labbro
Mano carezza viso
Pugno spezza naso
Nebbia in Val Padana
Occhio non vede cuore non duole
Cuore non batte ciao è stato bello
Ciao è stato bello salutami a casa

D’altronde avevamo perso il sonno
La rotta
La voglia
La fame
E “ti voglio bene”
- ho poi scoperto -
Ti voglio bene, si dice al cane.

(Catalano)

https://youtu.be/jsCCnpcGEWI

10 gennaio 2010

quindiciecinquantaquattro..

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ogni tanto in lontananza s’ode scoppiare un botto solitario.. entra dalla finestra aperta su questo dieci del mese il cui sole già da un po’ s’è ritirato nelle sue stanze, come per una necessità di voler essere chiaro fin da subito riguardo certe alternanze e certi recuperi.. probabilmente ha qualche conta quotidiana di raggi da far quadrare pure lui.. ecco.. io invece divido diligentemente quieti da prima e prima da tempeste.. placidamente accoccolata sul termosifone delle mie stoiche incertezze da loro mi lascio cullare di rimando.. smonto mentalmente scaffali e stendo improbabili progetti di trasloco per un non-dove d’etere il più possibile spartano-lontano.. irraggiungibile è anche meglio.. quel tot di stretching al giorno a farsi immaginar naturale conseguenza sa di mela senza peccato (basta l’originale, grazie).. intanto un nuovo botto incalza bussando al vetro il suo festoso-ritardatario saluto.. e io che sonononsono pur me lo ascolto spegnersi rimbalzando nei recessi d’una dimenticata accoglienza.. continuo a rigirarmi tra le mani un’idea di distanza cui forse starebbe bene un orlo di cui mi scopro incapace.. che avesse ragione mamma quando tentava di farmi capire la fondamentale importanza del punto croce?..
(sediciezerocinque)..

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