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02.09.15

Ti voglio bene si dice al cane

D’altronde a quei tempi
A quei tempi bastava davvero poco a dirsi “addio”
A darsi un ciao d’addio eravam buoni tutti
Era l’ordinaria amministrazione
Erano tempi di cuori ghiacci
Eran tempi che si era imparato a ballare da soli
Eran tempi che un “è stato bello” non lo si negava a nessuno
Eran tempi che non pioveva più da sempre
Tempi di siccità feroce
Di occhi secchi
Neanche piangere qualche lacrima eravam più capaci

E le poesie d’amore costruite in serie come utilitarie
C’eran più poesie d’amore che innamorati
C’eran più poeti che soldati

E d’altronde la natura faceva il suo corso
Ragno mangia ragno
Labbro bacia labbro
Mano carezza viso
Pugno spezza naso
Nebbia in Val Padana
Occhio non vede cuore non duole
Cuore non batte ciao è stato bello
Ciao è stato bello salutami a casa

D’altronde avevamo perso il sonno
La rotta
La voglia
La fame
E “ti voglio bene”
- ho poi scoperto -
Ti voglio bene, si dice al cane.

(Catalano)

https://youtu.be/jsCCnpcGEWI

16 gennaio 2010

quindiciedieci..

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in un sonno senza pensieri tuffo le ore sperando di vederle allungarsi e perdere di densità..
ricaccio le immagini che mi visitano i mille e più microrisvegli.. (sono di volti e sorrisi che non rivedrò)..
mi sento separata e contraffatta.. come non vera nella verità del mio interrotto fluire.. e vaga d’occhi di nuovo abbassati e insulsa d’apparente comprensivo annuire..
non mi rassegno degli estremi cui sono solita adeguarmi, come se fossi disposta a camminare unicamente lungo un perimetro, dell’area del tutto (del tutto) disinteressandomi..
sporgo infinite denunce interne compilando modulistica d’insoddisfazione cliente i cui percorsi non prevedono sportelli d’arrivo, né addetti altri da me a occuparsi d’una risoluzione che forse starebbe solo nel ‘fai e poi inizia a ridere’..
c’è una calma insolita e decadente in questo sabato che sta a metà d’una metà di gennaio sfuggita magari senza volere all’esser stata respirata.. (effetto-rapide)..
e adesso.. (questa calma innaturale).. e un calore nuovo, ma malato.. come una febbre.. però senza male..
non dolore, non scontentezza, non il contrario, non l’uguale..
solo una specie di assenza conosciuta che ha iniziato a germogliarmi in petto l’ennesimo addio..
(quindicietrenta)..

foto: vestige by spokojnysen

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