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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

17 gennaio 2010

undiciecinquantotto..

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un giorno mi si ripresenterà d’incanto l’incanto entusiasta per il fare.. per ora languo lasciandomi scivolare lungo i percorsi che prendono le cose quando alle cose è stato dato un qualche ‘via’ che a posteriori non pare nemmeno aver avuto a che fare con qualcosa di deciso.. sollievo da ogni responsabilità d’assenso quando il di questo evolversi si rivela dissimile a tal punto dal previsto da lasciar interdetti.. capogiro inconcludente.. se almeno si trasformasse in svenimento avrebbe avuto un suo perché.. a un certo punto di tutto questo circo nel quale sa trasformarsi il mondo quando vuole (e sempre mentre non stavi guardando che dici ‘come sarà possibile esser finita qui?’), una mano appoggiata sull’omero e un volto in cui specchiarsi volto.. inaspettato sciogliersi interiore.. tutto tutto tutto.. tutto dalla gola in giù inizia a farsi onda come per un riconoscere qualcosa che pensavi d’aver solo immaginato.. tanto vero da durar l’istante intero e solo quello.. non di più.. non di meno..
(dodiciezeronove)..


foto: Rok. 2007 by bakhvalov

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