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02.09.15

Ti voglio bene si dice al cane

D’altronde a quei tempi
A quei tempi bastava davvero poco a dirsi “addio”
A darsi un ciao d’addio eravam buoni tutti
Era l’ordinaria amministrazione
Erano tempi di cuori ghiacci
Eran tempi che si era imparato a ballare da soli
Eran tempi che un “è stato bello” non lo si negava a nessuno
Eran tempi che non pioveva più da sempre
Tempi di siccità feroce
Di occhi secchi
Neanche piangere qualche lacrima eravam più capaci

E le poesie d’amore costruite in serie come utilitarie
C’eran più poesie d’amore che innamorati
C’eran più poeti che soldati

E d’altronde la natura faceva il suo corso
Ragno mangia ragno
Labbro bacia labbro
Mano carezza viso
Pugno spezza naso
Nebbia in Val Padana
Occhio non vede cuore non duole
Cuore non batte ciao è stato bello
Ciao è stato bello salutami a casa

D’altronde avevamo perso il sonno
La rotta
La voglia
La fame
E “ti voglio bene”
- ho poi scoperto -
Ti voglio bene, si dice al cane.

(Catalano)

https://youtu.be/jsCCnpcGEWI

17 febbraio 2010

equilateritalismi..

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molto poco di nuovo in questo movimento minimo di leggerezza che pur muta.. ma io non ci son dentro e ancora separata dal sempreepersempre al nonmai m’adeguo quasi fosse un compromesso forse dovuto.. a chi non è poi chiaro.. ma siccome quasi nulla lo è, ne decreto l’assoluta irrilevanza bandendo l’interrogativo dai miei segni d’interpunzione mentale.. lascio fluire e poi fisso ogni atomo nuovo che aggregato fa materia spostata sul dovevabenepurchénoninbraccioamechehogiàleborsedellaspesa.. esisto talmente poco che immagino la scena vista dal di fuori come una specie di gioco di prestigio.. triangolo equilatero su sfondo bianco bordato rosso.. sportine in levitazione.. (occhio che qui fan la foto.. e se proprio non volete stare attenti.. beh.. almeno sorridete)..

2 commenti: