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02.09.15

Ti voglio bene si dice al cane

D’altronde a quei tempi
A quei tempi bastava davvero poco a dirsi “addio”
A darsi un ciao d’addio eravam buoni tutti
Era l’ordinaria amministrazione
Erano tempi di cuori ghiacci
Eran tempi che si era imparato a ballare da soli
Eran tempi che un “è stato bello” non lo si negava a nessuno
Eran tempi che non pioveva più da sempre
Tempi di siccità feroce
Di occhi secchi
Neanche piangere qualche lacrima eravam più capaci

E le poesie d’amore costruite in serie come utilitarie
C’eran più poesie d’amore che innamorati
C’eran più poeti che soldati

E d’altronde la natura faceva il suo corso
Ragno mangia ragno
Labbro bacia labbro
Mano carezza viso
Pugno spezza naso
Nebbia in Val Padana
Occhio non vede cuore non duole
Cuore non batte ciao è stato bello
Ciao è stato bello salutami a casa

D’altronde avevamo perso il sonno
La rotta
La voglia
La fame
E “ti voglio bene”
- ho poi scoperto -
Ti voglio bene, si dice al cane.

(Catalano)

https://youtu.be/jsCCnpcGEWI

6 febbraio 2010

esottolineose..

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a come sarebbe questo pensiero se del pensiero non avesse i limiti e i trabocchetti.. che è poi solo e d’una fugacità inarrivabile, ogni pensiero.. mai tramutabile nel gesto di far (cheso?) del mondo un gran cuscino per poterlo circondar con le braccia e tuffarci dentro il viso.. poi d’incanto farsi imprimere sulla pelle che tutto trattiene l’onde e le valli che mai l’hanno sfiorata.. e tutto il non visto.. e tutto il non detto.. in una contemporanea che sappia del parallelo incider mappe oltre la luce.. oltre la sua velocità..
questo a me..
..
la canzone invece la dedico alla mia carta bancomat (e allo sportello che stamattina ha scoperto in lei qualità tali e tante da non poter trattenersi dal trattenerla)..

4 commenti:

  1. Ci sono pensieri che hanno la forza di modificare alcuni eventi. Me, misero, vorrei conoscerne almeno un paio. Mi basterebbero, anche se non mi accontenterei.
    Gli sportelli si affezionano troppo alle carte bancomat e s'avvinghiano ad esse.

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  2. eheh.. quello sportello lì si vedeva dalla faccia che non era rimasto indifferente al codice (io invece mai una volta che riesca a mandarlo a memoria.. vedi ad aver le cose sempre sotto agli occhi come ci si scopre ad esse assuefatti senza peraltro mai davvero conoscerle?)..
    nemmeno io mi accontenterei.. ho provato anche a interrogare il numero verde.. mi hanno detto che l'unica azione dispositiva in mio potere era il blocco coatto del flusso migratorio-informativo..
    per ora credo di poter resistere fino a lunedì senza farmi venire una crisi di nervi da interlocutore-elettronico..
    almeno ho avuto modo di saper il nuovo cognome della mia ex-carta..
    pare che lo sportello si faccia chiamare atiemme..
    mi sembra bello.. fa un sacco 'affidabile'..

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  3. Non mi fido molto delle sigle. Atiemme mi ricorda la sigla di un'azienda di trasporti pubblici. Dovrebbero inventare anche i teletrasporti pubblici, molta meno fatica e molto meno tempo di viaggio/trasporto.
    Non mi fido nemmeno molto dei numeri verdi e dei loro operatori, istruiti a modello.
    Cerca di resistere, le crisi di nervi sono spesso, benchè in piccola parte, deleterie per mente e corpo e alla lunga... si diventa come me. :p

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