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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

4 febbraio 2010

provviste..

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ossessivo-ricalcata.. piccola linea di sentiero che non prevede stadi successivi agli intermedi.. quarti di semifinale dagli interminabili rigori..
sarà che ‘a tavolino’ prende male.. (non si deve, si fa, non conta nulla, è troppo importante)..
informazioni contraddittorie, come correnti avverse a sfilacciar d’aria quel cosa che pur s’avvinghia.. a mente e cuore.. (anatomie d’errore)..
molto di più del solo questo.. tanto, tanto meno dell’ecco qua..
impulso all’attesa.. spasmi in contrazione inversa.. autoindotto il tacer di sé quel tanto che pur sapendo non si sa (quante storie.. nemmeno fosse un mai)..
m’ipnotizzo di attimi che sembrano aver la consistenza d’un pongo non più abbastanza elastico da non sbriciolarmisi tra gli occhi, mentre con quelli lo modello a giorno..
sembrano spicchi di non imposta semplicità, alla fine, le ore.. tanto concentrate che ne basterebbe la metà..
chissà cosa sarebbe il mondo adesso se quell’antica rondine avesse fatto primavera..
inattinentemente inaccostabile, il senso.. ma tant’è..
è poi l’unica cosa che mi riesce, il non poter capire..
(è poi l’unica cosa che mi tiene ancora viva)..
una specie di genere di conforto che non passa mai di moda..


foto: trial + error by lauren-rabbit

4 commenti:

  1. Trovare il senso delle cose... più ci penso, più mi perdo...

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  2. sono sicura che lo fai da creativa ;)

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  3. Le informazioni vengono elaborate, trattate, modellate, anche se come pongo. Le domande fatte, anche se la comprensione sfugge. tanto basta per essere (non sentirsi soltanto) viva.

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