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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

14 marzo 2010

angolazioni..

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concatenata alla ripetitività dei gesti brilla la prospettiva.. come mica occhieggia di tra l’aridità sabbiosa che è poi polvere, quanto di più prossimo a un parente potremmo mai riconoscere in cosa inanimata.. e dà senso, come se fosse traccia ma senza volersi far direzione.. il sospiro le si dipana sommesso e tanto vacuo da durar l’istante d’un abbassarsi di ciglia e d’un ricomporsi di pupilla sul mare d’orizzonte, allorquando quell’orizzonte che l’occhio stesso è, infine, si dischiude..

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