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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

26 aprile 2010

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specie di troppopieno, il cuore mio (se cuore ho).. la mitralica parte a sorpresa.. anche solo di fronte a un complimento di circostanza.. che poi.. lei in fondo in fondo è valvola.. e all’occorrenza scarica.. ma non come corrente.. somiglia più a uno sciò.. che sul momento mi pare pure di sentire cori di scacciapensieri.. basta un refolo e si mettono a far la serenata a nessuno.. e nessuno son’io.. mi fa sentire molto al sicuro pensarlo.. parecchio al sicuro.. e al sicuro ci sto bene.. e ora non c’entra.. e ora non è mai.. e ora come non mai pur se non c’entra mi verrebbe voglia d’esser capace di dire qualcosa di tanto incisivo da potersi da solo una strada nella materia delineare.. come un intarsio dal quale la polvere desideri, pur senza desiderarlo, di non andarsene più.. e scavando, sentieri scovando, in quelli poi senz’altro s’andasse ad annidare.. tanto da lasciar credere che un ingegnere capace d'idearne utensile valido quel contatto a scindere ancora debba nascere.. me lo figuro così, stasera, il senso dei tanti abbracci che nella pietra son stati intagliati.. poi che già m’accorgo il tardi essere già, s’acquieta e migra, il cuore mio (se cuore ho)..



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e pur se muto è, mi pare faccia un gran rumore.. tipo che più di così sarebbe da disturbo alla quiete.. tipo che meno non esisterebbe, a dar di sé misura.. allora è un po’ come viaggiarci, sull’assolo.. con l’ugola a battersi un tiptap e a sgambettare sopra il nessun pavimento disponibile.. c’è solo un dente.. ma quello duole.. figurarsi se la lingua non lo veniva a sapere, pettegola com’è.. sinceramente non c’è nulla a non andare.. tranne me che a forza di non andar mi sfianco d’inutile nonchalance.. perché tu, finché non lo dici, al mondo, che non sei di mondo, il mondo mica lo sa (lo sa lo sa).. soprattutto se te la bluffi da consumato giocator di morra cinese e t’ostini a piantargli occhi negli occhi per leggerne pupille neanche fossero, cangiando, somiglianti a ciarlanti rune.. ma sono bianche, invece.. e quello, che essendo altro forse sei tu, crede poi di non aver capito che ciò che gli serve aver capito.. tratteggio generale all’occhio spesso basta e avanza per far figura.. peccato non sia così.. meno male che così è.. se vi pare.. se mi pare.. e anche se ci pare.. massì, dai, dondoliamoci ancora un attimo, insieme, su quest’abisso che qualcuno ch’eravamo noi s’era un dì lontano divertito a vedersi sotto lo sguardo allargare.. per poi magari struggerci d’impotenza capovolta, fors'anche un po’ meditabonda.. ma solo perché ormai è sera.. e quando è sera, che cala, la nostalgia sale come un dodipetto.. fa così tanto ninnananna che.. insomma.. ce la lasciamo cantar volentieri (noi, voi e pure essi).. dato che per fortuna domani correremo.. e tutto questo più non esisterà.. potremo sempre dir ‘non ero io’.. e dirlo in modo tanto muto che alla fine ci sembrerà quasi fare un gran rumore..
ma tappi, poi, ce n’è..
ce n'è per tutti..

4 commenti:

  1. a forza di twist c'ho un vitino da vespa.. ho pure iniziato a fare zzzz quando dormo.. spero non sia nulla di preoccupante :).. grazie.. m.

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  2. sicuramente preferibile al mio (t)ronf(t)fronf.
    per la serie "i tipici rumori notturni" : per una sfida dissennata ho provato l'hula hoop cervicale: ho ancora il collo che mi scrocchia come un grissino piemontese apppena sfornato.

    un a.

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  3. rido.. se non ci credi ve': :D

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