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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

7 aprile 2010

cosìparesser..

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non provo alcuna vera gioia nell’esistere.. provo gioia se d’esistere mi scordo.. o nel pensiero.. ecco.. anche nel pensiero v’è gioia.. tanto più mia quanto appartenente a sé stessa unicamente.. e a quell’andare così fluido da seguir sentieri che mente sola può.. lo stesso che si fa talmente solido, a volte, da sembrare pavimento ove volentieri si sognasse di lasciarsi giacere dopo aver tanto camminato.. e ancora nel credere.. nel credere sì, che c’è gioia.. nel credere ad esempio che ogni tardi possa essere giusto un diverso adesso.. o in un domani che si faccia dimenticare.. forse per via di giorni e giorni che siano stati troppi oggi.. come fogli alla rinfusa privi d’un nesso a lasciarli esser quaderno.. e magari sono bianchi.. senza righe, né quadretti.. e magari sono vuoti.. senza lettere, né numeri.. e magari è per quello.. che il nesso non è che c’è ma non si vede.. il nesso è che se non si vede è proprio che non c’è.. a questo punto potrebbero non esserci nemmeno i fogli, a voler essere realisti fino in fondo.. anche a non volerlo, poi, sticavoli che ci si riesce.. a non esserlo, cioè.. fanculo ai pensieri.. se fossi luna stanotte mi cullerei.. e siccome che non c’è due senza tre qualcuno l’ha detto e pur senza crederci al momento mi torna utile farlo, il nesso ce lo trovo io e sul piatto ne metto una per la terza volta.. perchéperchéperché.. perché mi fa stare bene.. perché dopo un po’ che non la sento mi manca.. perché mi va.. perché sì.. perché la vita sono tanti fogli bianchi sparsi dal caso.. e il caso vuole che siccome non son luna i casi sono due.. o non mi cullo o da qualcosa mi lascio cullare.. (la seconda, mi sa)..

(unanelsoleperquandoilsolemicopredorounanelneroperquandoilgelomivuoleasé)..(cosìparesser)..

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