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02.09.15

"donde no puedas amar, no te demores"

(kahlo)

29 giugno 2010

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quel dove che c’era luce e io sapevo essere non è più in là d’un palmo steso come dire ‘va bene’..
ma poi che troppo vivido si fece il giorno quel giorno che senza avvisare chiusi, non altro restò a colarmi di tra le dita se non abbaglio solido di solido incompiuto..
cubo senza lati..
e geometrie d’interni private di framezzi..
ci si può perdere anche in un openspace, pensai (ma senza dirlo)..
che più stringevo e più colava e più colava e più era solido..
(così tanta luce)..
doveva essere mezzogiorno, tutto lì.. e io aver finito i secondi su cui contare per il minuto a succederlo..

5 commenti:

  1. si all'incirca.
    (questione di languori)

    sono odiosamente dissacrante: mi perdoni?

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  2. finiscono sempre quando ti servono

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  3. a: non trovo dissacranti le tue parole (mi perdoni? ;).. mi sembrano piuttosto trampoli.. a unire cieli e terre di diversi dove :)

    giardigno: dire che di solito faccio scorta.. :)

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  4. l'equilibrio precario di altri post, ma vuoi mettere la diversa prospettiva?!
    (pensa se dovessimo accontentarci di un suv?)

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