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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

5 luglio 2010

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c’è un giorno scuro di sole che grave copre, s’abbaglia.. s’annulla che risplende.. e vago sulle pupille che pur di guardarlo non si stancano foss’anche per farsene bruciare, così.. come se fosse naturale conseguenza.. bruciarsi.. dell’essere pupille.. e sole il sole a contemplare, che migra e si distende.. liquido d’onde non mai sue.. che con le sue le proprie scambiano.. (non-forme)..

8 commenti:

  1. vivendo nelle pupille di mille occhi quante cose si vedrebbero :(
    cosa ti sei, innamorata?

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  2. .. se rido.. ma sai che forse.. insomma, dico.. di un bel tramonto viene piuttosto facile innamorarsi :)

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  3. qui si fanno discriminazioni : delle albe?

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  4. .. non vorrei essere pignola ma.. lo sarò.. se prendi un tramonto e lo consideri quale evento a sé stante e dunque con un iter suo proprio, insomma uno svolgimento e (ahiméebbenesì) una fine, ne consegue ch'esso ha avuto pure un inizio, o alba che dir si voglia.. (ahi.. mi fa improvvisamente male il rotto della cuffia) :)

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  5. ti presto le ventose?

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  6. .. ihihih.. mattacchione :).. non serve.. da piccina mi ha punto un aracnide e da allora le superfici verticali per quanto lisce hanno smesso di essere un problema :)

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