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02.09.15

Ti voglio bene si dice al cane

D’altronde a quei tempi
A quei tempi bastava davvero poco a dirsi “addio”
A darsi un ciao d’addio eravam buoni tutti
Era l’ordinaria amministrazione
Erano tempi di cuori ghiacci
Eran tempi che si era imparato a ballare da soli
Eran tempi che un “è stato bello” non lo si negava a nessuno
Eran tempi che non pioveva più da sempre
Tempi di siccità feroce
Di occhi secchi
Neanche piangere qualche lacrima eravam più capaci

E le poesie d’amore costruite in serie come utilitarie
C’eran più poesie d’amore che innamorati
C’eran più poeti che soldati

E d’altronde la natura faceva il suo corso
Ragno mangia ragno
Labbro bacia labbro
Mano carezza viso
Pugno spezza naso
Nebbia in Val Padana
Occhio non vede cuore non duole
Cuore non batte ciao è stato bello
Ciao è stato bello salutami a casa

D’altronde avevamo perso il sonno
La rotta
La voglia
La fame
E “ti voglio bene”
- ho poi scoperto -
Ti voglio bene, si dice al cane.

(Catalano)

https://youtu.be/jsCCnpcGEWI

19 agosto 2010

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lasciar decantare il fervore è un’operazione chimica che consiste nella naturale evaporazione del sentir che è e immediatamente dopo fu a favore d’un presente di assente o diverso sentire con conseguente separazione d’elementi a seguito del peso specifico che allo specifico in un dato momento specifico una data mente specifica tende ad attribuire sulla base dei dati in proprio possesso (i quali, a seconda che li si voglia accettare o meno, e dunque vedere/considerare/valutare cambieranno in numero e in misura assumendosi in vece del pensante l’onere di possedere carattere d’incostanza)..
l’attuazione è semplice o complessa a seconda delle variabili tempo/personalità.. credo c’entri qualcosa anche l’umidità dell’aria nonché la percezione soggettiva della stessa.. sarebbe meglio non ridursi mai all’ultimo momento e affidare a sofisticati sistemi di previsioni meteo (es. abbonamenti per sms giornalieri che possiedono anche l’indiscutibile vantaggio, da non sottovalutare, di farci sentir ricercati, almeno nell’attimo del bip che pavlovian/cartesian/tecnologicamente ci risveglia quel senso di ‘mi arriva un messaggio dunque sono’) la decisione dell’impresa.. io personalmente preferisco la saggezza popolare.. in certi casi nulla si rivela meglio del dormirci su.. e siccome non sempre l’orologio interno mi riesce di sincronizzare a greenwich ho imparato a farlo pure da in piedi.. o forse non è che ho imparato.. magari nella mia vita precedente ero un cavallo.. che si pensava ciuco.. o vice(e)versa.. e che su tale capiente credenza appoggiava qualsiasi 'ergo sum' gli capitasse a portata di zoccolo..

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