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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

28 agosto 2010

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solo ieri sera mi sciorinava parole, mente, allora che aggrappata a un che di veglia, ma sommersa, nel foderarsi d’ovatta frontiere, a quelle poi s’appoggiava con urti dolci ma senza rimbalzo alcuno.. non spinta sufficiente né avvertita di quella mancanza in tutto tal accostarsi al nulla rapidamente espresso del suo decomprimersi.. destata che fui poi tutto s’era dissipato e il me con esso, ché in esso ogni ragione di sé ritrovava.. è questo il come si è solo quando d’essere non ci si cura.. mai fui felice quanto nell’assopimento.. deserto d’incostanti dune che al proprio cangiar sì avvezze siano diventate da non rinunciare al piacere mappe di tracciare..

4 commenti:

  1. ma se uno si fodera d'ovatta frontiere, chi glielo fa fare poi di oltrepassarle, io continuerei a pogare tra le pareti morbidose . Un sorriso grandissimo M. :)

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  2. eheh.. erano anni che non sentivo il termine 'pogare' (ai miei tempi ero campionessa).. ricambio di cuore il sorriso(ne) :).. mil

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  3. Perdersi per ritrovarsi nuovo e vecchio, in tutt'uno con l'Io sopito dal tempo passato

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  4. .. nientedinuovotrannel'affittoperme :)

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