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02.09.15

Ti voglio bene si dice al cane

D’altronde a quei tempi
A quei tempi bastava davvero poco a dirsi “addio”
A darsi un ciao d’addio eravam buoni tutti
Era l’ordinaria amministrazione
Erano tempi di cuori ghiacci
Eran tempi che si era imparato a ballare da soli
Eran tempi che un “è stato bello” non lo si negava a nessuno
Eran tempi che non pioveva più da sempre
Tempi di siccità feroce
Di occhi secchi
Neanche piangere qualche lacrima eravam più capaci

E le poesie d’amore costruite in serie come utilitarie
C’eran più poesie d’amore che innamorati
C’eran più poeti che soldati

E d’altronde la natura faceva il suo corso
Ragno mangia ragno
Labbro bacia labbro
Mano carezza viso
Pugno spezza naso
Nebbia in Val Padana
Occhio non vede cuore non duole
Cuore non batte ciao è stato bello
Ciao è stato bello salutami a casa

D’altronde avevamo perso il sonno
La rotta
La voglia
La fame
E “ti voglio bene”
- ho poi scoperto -
Ti voglio bene, si dice al cane.

(Catalano)

https://youtu.be/jsCCnpcGEWI

21 settembre 2010

fido(?)..

..
c’era che c’erano pensieri, ma erano molto avanti a me.. e ogni tanto, nel camminare, scalciavo polvere e afferravo parole.. ma avevo una ricezione omertosa di sillabe che mi rendeva astrusi concetti e passi.. così arrivai con l’idea di non esser mai partita.. qualcosa nel percorso me lo fece ricordar mutato, come per un vu senza il suo dejà.. poi mi sovvenne che di differente questa volta c’era stato un treno passato in anticipo oppure in ritardo e che aveva impedito al mio procedere d’interrompersi di fronte al cancello col cane.. c’era scritto sopra ‘attenti al..’ ma con me fu gentile, la prima volta, giorni fa.. m’annusò, proprio come fanno i cani, ma non inveì contro la sorte che m’aveva fatto umana.. invece mi seguì, lungo tutto il perimetro di quel cortile che gli era casa e recinto.. e quando mi voltai e gl’incrociai lo sguardo in quello non mi parve di scorgere qualcosa in più del fatto che anch’esso il mio incrociava.. c’era che c’erano pensieri, ma erano molto indietro a me.. e ogni tanto, nel camminare, seminavo polvere e perdevo parole.. ed erano zoppe come accade a certi tavolini di bar, che hai voglia a metterci sotto pezzetti di carta, appena ci appoggi sopra il gomito t’accorgi che servivano minimo minimo due o tre pieghe in più.. e così per il riflesso che si lascia di per sé condizionare da un ipotetico vissuto.. se mai avessi avuto un cane quello sarebbe stato il mio.. a dispetto delle ferrovie, dello stato, degli anticipi e pure dei ritardi..

ffoto: take it by alex-malex

2 commenti:

  1. qualcuno dovrebbe spiegarti come son fatte le piste d'atletica.
    volontari...?!

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  2. .. ohoh.. mi è semblato di vedel tutti fale un passo indietlo :)..

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