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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

25 settembre 2010

witness..

..
certe volte si fa sentire, il corpo.. ha un che di rudezza, come di chi dopo anni di silenzio ti bussi all’uscio e non si dia pena di esordire nemmeno con un chennesò di ‘però.. bella giornata, eh?’.. e tu ti accorgi che la serratura è senza catenella.. magari nella lucidità purissima che mente ha quasi a paradosso in quegl’attimi più che per il resto del tuo tempo, c’è un lampo a dirti che avresti anche potuto impedirlo, questo sciamar di sangue da ogni tua periferia.. questione di abitudini.. non aspetti mai nessuno e lo spioncino che poteva salvarti ti è sempre sembrato inutile quanto il tasto rec del videoregistratore che non hai mai saputo imparare.. dopo un po’ di ore, se sei sopravvissuto, certe fugacità tipo ‘questa è la mia volta’ che ti fanno apprezzare a malapena una boccata d’aria certamente ultima e che i polmoni non riconoscono più come tale inviandoti segnali simili alla parola ‘cartavetrata’, hanno la consistenza lievegreve di quel che non è accaduto.. chissà perché non basta il tambureggiarti residuoinsistente delle tempie.. chissà perché continui a pretendere per tutto un testimone..

2 commenti:

  1. .. o sentirti semplicemente tale.
    (senza diritto di parola)

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  2. .. sanno esser sagaci gl'occhi degli altri quando s'appoggiano sulle nostre proprie semplicità che non sappiamo non complicare :)

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