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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

17 ottobre 2010

choices..

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m’accompagno ben oltre il torcicollo degl’eventi.. m’ergo magari da tergo sulla parte di lunghezza che dell’onda ho saputo immaginare.. poi sull’orlo mi sporgo, interdetta dal non sapersi far abisso del finir dell’infinito.. e l’odo ancora e ancora, certa inquietudine che ho scelto di non scegliere, lamentarsi su altre bocche, traboccare da altri occhi.. intrisa d’impotenza e vanità d’esistere, dopo lo sguardo che sì a lungo le avevo prestato.. specchi e brame.. frammenti di quiete cui ho voluto smettere di attribuire giudizi o nomi.. non è insulsa, quiete.. e ora sì che c’è.. adesso che non la chiamo vuota.. o che la parola ‘vuota’ spoglio di tutto tranne che del suono.. c’è, ora.. ora che le do occhi e occhi miei, prima ancora di schiuderli, vittoria ultima sull’abbraccio delle ciglia.. ‘neanche fosse stato’ è uno degl’attacchi più assurdi che qualunque frase se avesse coscienza deciderebbe di avere.. mi sono fatta quest’idea.. ché quel che è stato cangia al cangiar di consapevolezza.. c’è sempre di più.. e mente di mendacia non si può accusare per il sol fatto che sia strutturata in modo da non saper far distinzione tra ciò che vede e ciò che di vedere immagina..
foto: I am e by foximilq

2 commenti:

  1. moderna francesca, caduta nell'infinito.

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  2. .. mica mi ricordo.. era all'inferno, francesca o solo in purgatorio?.. io c'ho più la faccia da caronte (ahimé?)..

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