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02.09.15

Ti voglio bene si dice al cane

D’altronde a quei tempi
A quei tempi bastava davvero poco a dirsi “addio”
A darsi un ciao d’addio eravam buoni tutti
Era l’ordinaria amministrazione
Erano tempi di cuori ghiacci
Eran tempi che si era imparato a ballare da soli
Eran tempi che un “è stato bello” non lo si negava a nessuno
Eran tempi che non pioveva più da sempre
Tempi di siccità feroce
Di occhi secchi
Neanche piangere qualche lacrima eravam più capaci

E le poesie d’amore costruite in serie come utilitarie
C’eran più poesie d’amore che innamorati
C’eran più poeti che soldati

E d’altronde la natura faceva il suo corso
Ragno mangia ragno
Labbro bacia labbro
Mano carezza viso
Pugno spezza naso
Nebbia in Val Padana
Occhio non vede cuore non duole
Cuore non batte ciao è stato bello
Ciao è stato bello salutami a casa

D’altronde avevamo perso il sonno
La rotta
La voglia
La fame
E “ti voglio bene”
- ho poi scoperto -
Ti voglio bene, si dice al cane.

(Catalano)

https://youtu.be/jsCCnpcGEWI

26 maggio 2011

salvaconome..

..
ogni superficie riflettente lascia il me sul sé riflettere.. mi piacciono molto quelle che ci sono lungo le strade, accostate ai marciapiedi.. hanno quel che in meno di crudo che mi permette di credere per un istante (lunghetto, però) alla franchezza della bozza, all’inesatto evaporare di tutti i contorniconfine, a quel certo informa senza tiraggi, all’immancabile iovalgo del mascara lacrimeproof.. beh, anche a un sacco di altre sciocchezze, se proprio proprio volessimo dare a cesare il suo e sperare che ci vengano rimessi i debiti senza patire le conseguenze di qualche rancore inconfessato che ci potrebbe far saltar le capsule qualora non c’avvedessimo ch’è impastato proprio lì, all’uno e all’altro dei nostri quotidiani sbocconcellarci le triple razioni di stress relazionalarrivistico..
oggi ho notato una raggiera.. se ne stava tra l’occhio e lo zigomo.. talmente perfetta che m’è sembrato d’udirle proprio dire distintamente coccodè.. solchi sottilissimi, ma solo per via del fatto che l’occhio vede quel che può, a testimonianza di probabili telluriche rivolte sottocutanee..
la prima reazione è lo sgomento tipico di chi si vede abbandonata in una volta sola e dal ceronetintasandbeigenaturaleffettoacquaesapone e da quell’illusione di levigatura propria forse solo (se si esclude lo specchiomagico di diegodellapalma) delle vetrine di periferia..
poi ci si ricorda che la scossa, lì, sotto ogni straterello d’epidermide dev’esser stata generata da qualcosa di non necessariamente deprecabile..
per stavolta m’è andata pure bene..
eran sorrisi..

2 commenti:

  1. "ho un po' del tuo sangue sul mio vestito
    una foto in tasca un coltello un treno
    una bugia pronta un bicchiere di veleno
    ogni volta che ho cercato di dimenticarti..
    ho qualcosa di te in me che danza"
    sb

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  2. .. anscianté.. (jador).. bravo.. (ed è pure un bel ragazzo!).. grazie mio eroe per avermi fatto emozionar col tango (non la conoscevo questa chicca .. grazie davvero!) :)

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