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02.09.15

https://www.youtube.com/watch?v=kQha5einETw

Avrei bisogno di un po’ di riposo, dice il dottore.
Ne avrei bisogno in effetti, hai ragione doc
e anche tu
anche tu ne avresti.
E avremmo bisogno
di un po’ di gatti
qualche pillola colorata
un po’ di pace
una bici nuova
probabilmente baci
un bunker antiatomico
avremmo bisogno di qualcuno
di qualcuna
che domani pensi a noi nella battaglia
e avremmo bisogno di un po’ di aria pulita
di penombra
un po’ di vino bianco fresco
avremmo bisogno di un po’ di carezze
magari di fare un po’ all’amore
avremmo bisogno
che qualcuno abbassi l’aria condizionata
e avremmo senz’altro bisogno di un po’ di silenzio
un po’ di buona poesia
e un po’ di buona musica
di lenzuola pulite
e un nuovo cuscino
e avremmo bisogno
che lei la smettesse di guardare
di nascosto in continuazione
quel cazzo di telefono
mentre siamo a pranzo assieme.
Di cos’altro, doc?
Un po’ di gentilezza, certo
un paio di pantaloni nuovi
– non trovi che in giro
ci sia un’incredibile mancanza di eleganza? –
e che venga presto settembre

(Guido Catalano)

31 luglio 2011

obliteroblii..

..
ci sono quelli che hanno l’anima cucita a filo doppio a certi lembi di realtà, ma d’un tipo forse pudico, o magari solo pietoso, calato a mo’ di sipario tra il vero e il troppo vero.. questo li salva.. ne sono convinta.. non sono mai convinta di nulla, ma di questo sì.. che esistano lembi di realtà che forse sono terra, che lambiscono pozze che forse sono mari.. che forse sono tuoi o forse degli altri.. che forse non vuoi vedere, né nell’uno né nell’altro caso.. che ci sono persone che sanno tenerci attaccati i piedi, vigliacco se so come facciano, anche tra un passo e l’altro, perché di camminare non la smettono mai.. io no.. io vorrei ma me ne manca l’estro.. io quando stacco il passo di tutte le mie marce sul posto finisco sempre nella pozza.. che forse è un mare.. che forse è mio.. che forse è di qualcun altro.. che forse non vorrei mai aver avuto occhi per vedere.. che ogni volta mi ritrovo un po’ più di fango seccato attorno ai piedi.. che quando provo a ricordarmi di dover andare avanti l’azione semplice del dopo si fa complessa e pesante e per nulla attraente.. allora mi sovviene che forse qual fango son’io.. l’àncora che mi trattiene.. cerco qualcosa di abbastanza stupido da aver pietà.. di questo tipo al mondo esiste solo la distrazione.. il focus che si sposta da qualcosa di poco importante ma pauroso a qualcosa d’altrettanto futile ma a suo modo divertente.. il tempo dal canto suo passa lo stesso che è una meraviglia.. e passa l’io e passa l’altro.. passano i passi le àncore e le pozze.. e se ancora volessi essere vorrei essere oltre.. oltre quello che passa e resta impigliato da qualche parte.. angolino a spuntare da sotto quello stracavolo di tappeto..


‘oblii di questi io
che, un attimo, credetti eterni..
che infinito tesoro di io vivi..’
jrj

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