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02.09.15

"donde no puedas amar, no te demores"

(kahlo)

1 settembre 2011

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smessa l’aria stupita il mondo ho iniziato a vederlo vivido per com’è.. e più mi se ne palesano i difetti e più di quello m’innamoro, e però pure in maniera quasi impersonale, tipo come se un’ombra foss’io, mica di più, e forse in fondo è giusto un’ombra che sono, di cui è il mio corpo ad aver paura anziché viceversa.. e dunque m’immergo nelle sostanze colorate che sono fili d’erba o di cielo, dipende dal vagarmi dell’umore più che dai luoghi, giacché prati e nuvole li si può veder talora balenare anche attraverso pavimenti e soffitti, e mi ci tuffo proprio per via di questo nero di cui son fatta e di cui m’accorgo non bastarmi.. è l’umanità che proprio non capisco e questo mio non concepirla mi fa sentire come il cordoglio d'una perdita e a volte parrebbe quasi un timor panico di me stessa in quanto tale (umana) e al contempo dissimile prendere a invadermi da sembrarmisi l’anima rattrappita e urlante pur senza possibilità suono di proferire.. così posso ascoltare.. moti di speranza che l’esperienza s’è presa buona briga di punto soffocare.. fruscii di spalle che impercettibilmente s’alzano dietro sorrisi, contriti o gioiosi – quello dipende -, dissimulanti la speciale indifferenza ch’ognun di noi ai suoi simili alfin riserva..

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