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02.09.15

Ti voglio bene si dice al cane

D’altronde a quei tempi
A quei tempi bastava davvero poco a dirsi “addio”
A darsi un ciao d’addio eravam buoni tutti
Era l’ordinaria amministrazione
Erano tempi di cuori ghiacci
Eran tempi che si era imparato a ballare da soli
Eran tempi che un “è stato bello” non lo si negava a nessuno
Eran tempi che non pioveva più da sempre
Tempi di siccità feroce
Di occhi secchi
Neanche piangere qualche lacrima eravam più capaci

E le poesie d’amore costruite in serie come utilitarie
C’eran più poesie d’amore che innamorati
C’eran più poeti che soldati

E d’altronde la natura faceva il suo corso
Ragno mangia ragno
Labbro bacia labbro
Mano carezza viso
Pugno spezza naso
Nebbia in Val Padana
Occhio non vede cuore non duole
Cuore non batte ciao è stato bello
Ciao è stato bello salutami a casa

D’altronde avevamo perso il sonno
La rotta
La voglia
La fame
E “ti voglio bene”
- ho poi scoperto -
Ti voglio bene, si dice al cane.

(Catalano)

https://youtu.be/jsCCnpcGEWI

28 settembre 2011

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tocco il bordo di una panchina.. mi faccio guanciale per una vita che fino a poco fa era inseparata e che ancora è dipendente.. assisto involontariamente a un diverbio di opinioni riguardo attestazioni di colpa per qualcosa di sfiorato, d’incompiuto.. mi studio il vuoto e vedo che il suo rumore si fa molto più assordante mano a mano che la strada sembra accorciarsi.. lo comprimo come con la spazzatura, quando ostenta un’arroganza imperdonabile nel fregarsene delle dimensioni della pattumiera.. a volte duole.. penso che solo l’intraducibile sappia dolere in tal maniera..

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