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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

28 settembre 2011

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tocco il bordo di una panchina.. mi faccio guanciale per una vita che fino a poco fa era inseparata e che ancora è dipendente.. assisto involontariamente a un diverbio di opinioni riguardo attestazioni di colpa per qualcosa di sfiorato, d’incompiuto.. mi studio il vuoto e vedo che il suo rumore si fa molto più assordante mano a mano che la strada sembra accorciarsi.. lo comprimo come con la spazzatura, quando ostenta un’arroganza imperdonabile nel fregarsene delle dimensioni della pattumiera.. a volte duole.. penso che solo l’intraducibile sappia dolere in tal maniera..

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