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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

19 dicembre 2011

prestochètardi..

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regalo tempo, quest’anno.. lo sottraggo a certi sogni dei quali sorrido, atto che fino a poco più di quello che potrebbe essere anche solo un secondo fa mi sarebbe apparso più cattivo che blasfemo.. eppure mi trasformo, e questo dopo che la volontà di farlo è stata abbandonata, pollicina senza sassolini lungo il mancato sentiero che si snoda tra la boscaglia del diventare (qualcuno, nessuno, diverso, lo stesso).. prevedo storcimenti di naso.. ché non è il tempo d’altri che si vuole, è il proprio che sol si crede di volere.. mi consola pensare al riciclaggio dell’anno a venire.. io il mio tempo regalato non riconoscerò e agli altri il loro comunque in percezione mancherà.. e tra i pieni e i vuoti mi sarà dato di ravvisar figure.. ho poi capito che questo è sempre stato tutto quanto, magari mascherato con altre parole, io abbia mai chiesto..

2 commenti:

  1. talvolta basta un piccolissimo, quasi impercettibile, atto della volontà per uscire dalla boscaglia...

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  2. .. grazie per le tue parole, Luigi.. un sorriso :)

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