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02.09.15

Ti voglio bene si dice al cane

D’altronde a quei tempi
A quei tempi bastava davvero poco a dirsi “addio”
A darsi un ciao d’addio eravam buoni tutti
Era l’ordinaria amministrazione
Erano tempi di cuori ghiacci
Eran tempi che si era imparato a ballare da soli
Eran tempi che un “è stato bello” non lo si negava a nessuno
Eran tempi che non pioveva più da sempre
Tempi di siccità feroce
Di occhi secchi
Neanche piangere qualche lacrima eravam più capaci

E le poesie d’amore costruite in serie come utilitarie
C’eran più poesie d’amore che innamorati
C’eran più poeti che soldati

E d’altronde la natura faceva il suo corso
Ragno mangia ragno
Labbro bacia labbro
Mano carezza viso
Pugno spezza naso
Nebbia in Val Padana
Occhio non vede cuore non duole
Cuore non batte ciao è stato bello
Ciao è stato bello salutami a casa

D’altronde avevamo perso il sonno
La rotta
La voglia
La fame
E “ti voglio bene”
- ho poi scoperto -
Ti voglio bene, si dice al cane.

(Catalano)

https://youtu.be/jsCCnpcGEWI

15 giugno 2012

1020

.. recupera coattivamente di consistenza la mia voglia di profumi che ho sentito e che non sono qui.. qui c’è il sentore di stanca arrendevolezza al mondo che coercitivamente ti sfianca al fin d’assuefarti all’ingiustizie che grandi o piccole sempre ingiustizie sono, subìte o inferte o passivamente osservate.. o testardamente osteggiate in un’afflato d’inquieta lotta al dio dei troppo furbi o degli abusivisti cronici di potere o solo dei prepotenti.. invece avevo odorato altri profumi, qui, credo, quando il qui era altrove e l’altrove era un avverbio di tempo.. e non è vero che se non li avessi conosciuti non mi mancherebbero.. credo proprio di no..

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