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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

31 luglio 2012

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.. m’impiglia lo sguardo una tela di ragno che gioca con l’aria a rimbalzarsi raggi di sole.. quello che in me c’è di vivo elude il pensiero dell’esatta sufficienza che ha l’appena un attimo oltre il troppo tardi.. poi lo osserva e poi lo lascia essere.. poi torna a ricordare di trovarsi impigliato, dibattuto, e ancora quieto di contrasti che s’annullano.. l’aria e la tela sono gonfi di spazio.. per questo sanno giocare.. ma non per questo il sole non li brucia.. quello è solo perché in questo adesso il sole è immerso in uno dei suoi qualche frattempo..

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