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02.09.15

https://www.youtube.com/watch?v=kQha5einETw

Avrei bisogno di un po’ di riposo, dice il dottore.
Ne avrei bisogno in effetti, hai ragione doc
e anche tu
anche tu ne avresti.
E avremmo bisogno
di un po’ di gatti
qualche pillola colorata
un po’ di pace
una bici nuova
probabilmente baci
un bunker antiatomico
avremmo bisogno di qualcuno
di qualcuna
che domani pensi a noi nella battaglia
e avremmo bisogno di un po’ di aria pulita
di penombra
un po’ di vino bianco fresco
avremmo bisogno di un po’ di carezze
magari di fare un po’ all’amore
avremmo bisogno
che qualcuno abbassi l’aria condizionata
e avremmo senz’altro bisogno di un po’ di silenzio
un po’ di buona poesia
e un po’ di buona musica
di lenzuola pulite
e un nuovo cuscino
e avremmo bisogno
che lei la smettesse di guardare
di nascosto in continuazione
quel cazzo di telefono
mentre siamo a pranzo assieme.
Di cos’altro, doc?
Un po’ di gentilezza, certo
un paio di pantaloni nuovi
– non trovi che in giro
ci sia un’incredibile mancanza di eleganza? –
e che venga presto settembre

(Guido Catalano)

30 novembre 2012

1140

flightless bird by ~czas


.. corrodo certi argini, che forse sono dighe per ragioni.. ho la pazienza di chi esperienzialmente scontorna lo sfondo proiettato sulla tela bianca del proprio essere fino a saperne isolare una figura, e solo una.. dettaglio, diavoleria circoscritta e ricalcata dall’ossessione.. e scavo e scavo.. mi piacciono giusto idealmente le mie impronte digitali, ché il terreno non è abbastanza fino da trattenerle.. le immagino libere, almeno loro, di esistere e di non mostrarsi se non affacciandosi momentaneamente al porto insicuro della consapevolezza che sola le fa esistere.. quale mistero.. e davvero mi fa sentire molto mistica il pensarle.. non so.. saperle sepolte, tanto in vista da non essere mai notate.. e forse scavo per il mondo che non vede, per quello schermo bianco che è il mio essere, parimenti privato d’orizzonti dal minuscolo di un particolare.. mi dà fastidio doverlo credere insignificante.. e per questo gli regalo tutto il mio spazio.. errore grossolano, ma pur nondimeno cosciente, che toglie e dà, facendosi gesto simultaneo.. è così credo che le mani hanno imparato la sincronicità che le aiuta..
a scavare..
e scavare..

'non è vero che ci si rende conto dell'urto, non è vero che si piange.
io non versai una lacrima.
l'urto ci spinse in avanti e il corrimano mi trafisse come la spada trafigge un toro.
un uomo si accorse che avevo una tremenda emorragia, mi sollevò e mi depose su un tavolo da biliardo finché la croce rossa non venne a prendermi.
ero una ragazzina intelligente ma poco pratica, malgrado la libertà che avevo conquistato.
forse per questo non valutai bene la situazione né intuii il genere di ferite che avevo.
la prima cosa a cui pensai fu un giocattolo dai bei colori che avevo comprato quel giorno e che portavo con me.
volevo cercarlo, come se quel che era successo non avesse conseguenze assai più gravi.'

(f. k.)

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