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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

14 ottobre 2014

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.. come se mi bruciasse una fuga le gambe, in latenza mi scopro vivamente fuggitiva.. è ora pena lo stallo che tanto confortava.. mi dolgo d’una sete di dolcezza ché l’ulcera mi rimanda acidità.. ne dono donandomene.. (entrambi).. e l’agro e lo zuccherino mi si confondono senz’altro lasciandomi papille di un’ipertrofia che non s’arrende ai farmaci.. è così che brucia, la fuga.. di vie senza uscita.. sepolcri e vita..

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