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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

6 ottobre 2009

labilità..

..
forse attendere al quotidiano e in quello immergersi senza lasciar al pensiero vie di fuga è comunque un aggrapparsi..
eppure l’idea che la praticità sia maggiormente stabile non è che in ogni caso sé stessa in quanto idea.. e dunque concetto.. e quindi smontabile, opinabile, discutibile, variabile..
labile..
mi perdo nell’assurda ricerca d’una ideale stabilità.. stringendo tra le mani anelli di fumo che in alto salgono forse per via di quel peso specifico che non ho mai imparato bene a calcolare e che le idee (come il fumo) hanno..
infine è ancora di vacua leggerezza che m’accontento..
pur non accontentandomi punto, d’altra parte, o non si spiegherebbe quest’ansia di catturar parole che di nuovo, e nient’affatto insolitamente, se non forse per l’ora che non è quella che usualmente a tali voli del me riservo, mi prende..
ma nulla trovo e nulla voglio..
e pur nulla volendo è ancora un nulla di fumo (e d’idee) quello che infine, da sempre (e come sempre) stringo..

(credo che per una volta proverò a schiudere i pugni..)

4 commenti:

  1. ... è il calore che il fumo ascendere fa...
    ˜

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  2. il calore fa un sacco di cose.. se ceduto e poi restituito (a e da) i giusti elementi, può addirittura far scoppiare temporali..
    ¤

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  3. un saluto dalla catalogna. (no, non la verdurea :) )
    appena ho tempo vengo a leggerti con calma :)

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  4. gary.. oooohhh.. la catalogna.. io se fossi in catalogna credo che le farei un bel ritratto.. non me ne andrei certo in giro per blog.. però.. siccome sono egoista nel profondo, non nascondo di sentirmi anche molto contenta per il fatto che tu ti sia affacciato qui.. dove ti lascio un sorriso.. :).. m.

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