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02.09.15

Tra il piacere e quel che resta del piacere
il mio corpo sta come un posto dove si piange
perché non c’è nessuno.

(Pierluigi Cappello)

13 novembre 2009

abbandoni..

..
da scontentezze senza fondamento mi lascio talvolta assuefare..
provo un cordiale disprezzo, in quei momenti, per questa mia ignoranza che, pure, quasi amorevolmente durante i miei anni ho coltivato..
e il mondo tutto, allora, non m’appare che per quello che.. non è.. per quello che.. non può essere..
(no..)
non può.. se non entro i miei occhi che nel guardarlo già lo limitano, lo adattano, lo costringono all’interno dell’esiguo spazio di un’attenzione che mai davvero e in assoluto ad alcunché concedo, tranne che per pochi, vacui istanti di quasi estatico abbandono..
(e quanto vano)..
di questo mio oggi conservo una sorpresa e una preoccupazione lieve..
le ho sorrise entrambe come per lasciar scivolare tempo e perché..
e ora che tutto se ne è andato mi resta solo un desiderio (già finito?) d’appiattirmi..
forse solo per cambiar forma.. e d’ognuna di quelle che dovesse riuscirmi d’indossare come nuova, scoprirmi altresì domani in grado di scordare contenuti..
che poi non è nemmeno questo (credo) lo (pseudo)problema che parrebbe pretendere d’annidarsi in tale (pseudo)pensiero..
è forse solo che..
non riesco proprio più ad individuare l’esatto punto, dietro (dentro?) di me, in cui tutto ha cominciato a essere..
(accelerazione..)
ennesima forma quasi ostentatamente dal sé liberata nel sapersi reinventare..
(a sé.. contraria?..)
è dell’istante, dunque, che faccio punto..
punto, sì..
(sensazione..)
come d’un lento, estatico abbandono..



(e quanto deliziosamente vano..)

2 commenti:

  1. se non ti controlli il corazòn ti appattisci eccome!
    enr

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