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02.09.15

https://www.youtube.com/watch?v=kQha5einETw

Avrei bisogno di un po’ di riposo, dice il dottore.
Ne avrei bisogno in effetti, hai ragione doc
e anche tu
anche tu ne avresti.
E avremmo bisogno
di un po’ di gatti
qualche pillola colorata
un po’ di pace
una bici nuova
probabilmente baci
un bunker antiatomico
avremmo bisogno di qualcuno
di qualcuna
che domani pensi a noi nella battaglia
e avremmo bisogno di un po’ di aria pulita
di penombra
un po’ di vino bianco fresco
avremmo bisogno di un po’ di carezze
magari di fare un po’ all’amore
avremmo bisogno
che qualcuno abbassi l’aria condizionata
e avremmo senz’altro bisogno di un po’ di silenzio
un po’ di buona poesia
e un po’ di buona musica
di lenzuola pulite
e un nuovo cuscino
e avremmo bisogno
che lei la smettesse di guardare
di nascosto in continuazione
quel cazzo di telefono
mentre siamo a pranzo assieme.
Di cos’altro, doc?
Un po’ di gentilezza, certo
un paio di pantaloni nuovi
– non trovi che in giro
ci sia un’incredibile mancanza di eleganza? –
e che venga presto settembre

(Guido Catalano)

17 novembre 2009

compitiacasa..

..
esco col buio adducendo la scusa di riporre in auto la cartellina contenente il necessaire della perfetta disegnatrice in erba, per staccare un po’ l’occhietto balengo dal monitor che instancabilmente, da ormai quattro ore in qua, m’invia alle ormai provate pupille pixel su pixel d’elettroniche informazioni..
detto kit m’ha seguito perché verso le undici il mio collega (sia di lavoro che di corso) mi ha distolto dalle mie meditazioni trascendentali (va bene, va bene, dormivo.. non è colpa mia se ho i miei personalissimi fusi orari.. me ne ha omaggiato morfeo da quando m’ha scoperto essere la sua centomillesima cliente.. credo sia un po’ una roba tipo i chilometri in regalo che dà l’alitalia a chi prende più d’un intercontinentale all’anno.. ehm.. e ora come ora mi domando.. ci sarà ancora l’alitalia?.. pensandoci è un po’ che non ne sento parlare.. uhm.. qui gatta ci cova.. perdonate.. devo pur concedermi un attimo di paranoia anch’io, no?.. ecco.. finito..)
dicevo? ah, sì.. dunque m’ha chiamato, il mio collega, per chiedermi se volevo mi prendesse gli acquerelli, trovandosi in negozio per procurarsi una cartella più professionale visto che io, con la mia, l’avevo fatto sentire un po’ stilisticamente inferiore..
ed è stato lì che.. (porcamiseriailcompitoacasa)..
ecco.. me n’ero già dimenticata..
mi son portata dietro il disegno appena abbozzato, quindi, con l’idea di farne un pochetto di nascosto qui in ufficio (maledettascaldasediaatradimento), ma una volta appurato che non era proprio storia (nonché temendo possibili ripercussioni dovute a presunte telecamere nascoste), mi son dovuta arrendere alla dura realtà..
ah.. niente..
mi toccherà aguzzare sia sguardo che punte di matita la sera, se non voglio far la figura dell’allieva discola e pure un po’ menefreghista..
esco col buio e non posso fare a meno di notare che in questi paraggi girano tipi ben loschi.. (in effetti non è che sia uno dei posti esattamente più raccomandabili dei dintorni, questo in cui si trovano gli uffici in cui lavoro)..
adesso, per esempio noto un individuo con l’aria decisamente furtiva e quasi circospetta che si guarda intorno e passeggia a caso..
somiglia all’assistente dell’ispettore derrick e la cosa me lo fa diventar quasi simpatico..
ciononostante, con malcelata noncuranza cerco d’allontanarmene facendo il giro dell’edificio mentre coltivo la segreta speranza di riuscire a rientrare dall’altra parte senza doverlo incontrare faccia a faccia (tra l'altro di tedesco non ricordo che aufwiedersehen)..
niente..
me lo ritrovo di fronte..
mi chiedo come cavolo avrà fatto (e qui antiche rimembranze di telefilm futuristici con almeno un’occasione per puntata utile a far sorgere nello spettatore medio la particolare idea d’una roba altrimenti creduta impossibile - tipo il teletrasporto - mi si presentano alla coscienza)..
mi rispondo che forse ha un gemello, harry, qui.. oppure è un tipo losco col dono dell’ubiquità.. o ancora io camminavo molto più lentamente di quanto mi sembrasse di fare.. o magari invece credevo d’andare da una parte e ho preso la direzione opposta (questa è la meno improbabile)..
fortunatamente l’ormai comprovata presenza di spirito che mi contraddistingue m’ha assistito nell’ingrato compito del non lasciarsi andare al sussulto in certi frangenti in cui i nervi avrebbero ragioni per spezzarsi e che né il cuore né la ragione (una volta tanto d’accordo su qualcosa) capirebbero..
lui, sì, però..
lui ha sussultato..
mannaggia.. spiazzamento degli spiazzamenti..
beh.. che dire?..
gliene do atto..
ripensandoci ho capito che magari potevo sembrare un pochetto losca pure io..
in fondo nonostante la meditazione ho due occhiaie da paura e questa mano affondata nella tasca potrebbe benissimo impugnare una motosega pronta a far di me la reincarnazione di jack lo squartatore..
per farmi perdonar la malafede e lo spavento che gli ho procurato, quasi quasi lo disegno, harry..
non prima d’aver terminato il compito a casa, però..
il dovere non transige.. (ligio ci è chi ligio ci fa)..
penso d’avere un maestro fortunato, in fondo..

(modestia e motosega a parte..)

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