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02.09.15

Ti voglio bene si dice al cane

D’altronde a quei tempi
A quei tempi bastava davvero poco a dirsi “addio”
A darsi un ciao d’addio eravam buoni tutti
Era l’ordinaria amministrazione
Erano tempi di cuori ghiacci
Eran tempi che si era imparato a ballare da soli
Eran tempi che un “è stato bello” non lo si negava a nessuno
Eran tempi che non pioveva più da sempre
Tempi di siccità feroce
Di occhi secchi
Neanche piangere qualche lacrima eravam più capaci

E le poesie d’amore costruite in serie come utilitarie
C’eran più poesie d’amore che innamorati
C’eran più poeti che soldati

E d’altronde la natura faceva il suo corso
Ragno mangia ragno
Labbro bacia labbro
Mano carezza viso
Pugno spezza naso
Nebbia in Val Padana
Occhio non vede cuore non duole
Cuore non batte ciao è stato bello
Ciao è stato bello salutami a casa

D’altronde avevamo perso il sonno
La rotta
La voglia
La fame
E “ti voglio bene”
- ho poi scoperto -
Ti voglio bene, si dice al cane.

(Catalano)

https://youtu.be/jsCCnpcGEWI

14 dicembre 2009

edulcorazioni..

..
nulla che richieda la mia immediata attenzione..
mi mostro sempre un po’ meno trafelata di quel che in realtà sono, al mondo..
(mi mostro sempre molto trafelata)..
eppure tutto questo nulla, che oggi parzialmente si manifesta in materia bianco-attesa e d’attesa bianca strade s’appresta senz’altro a vestire, non mi chiede fretta..
anzi..
parrebbe sussurrarmi che in bianco-calma tutto questo bianco-attesa presto si stempererà..
io lo capisco..
arrivo anche a credergli..
insomma.. il nulla non mente mai (è risaputo.. è una delle prime cose che ho imparato da bambina.. subito dopo ‘no’ e ‘mamma’)..
ciononostante..
farsene una ragione diventa complicato, cavoli..
di questo..
come dei no che sei costretta a dire, ferendo, per non ferire.. (ferendo, per non dover ferir di più)..
come d’una madre che ti è figlia.. o d’una figlia che non hai avuto a insegnarti come esser madre, a volte anche di tua madre..
allora ripeschi un po’ a caso nel sacchetto delle nozioni mai davvero apprese se non per sentito dire..
pensi ‘non ho tempo di dir no.. non di educar mia madre a credere in qualcosa che non so’..
dopo speri di trovarci qualche dolcetto a indorar pillole amare.. (verità rivestita di fondente)..
assaggi sulle punte, dove le papille son meno sensibili e posticcia edulcorazione si fanno bastare..
trovi solo una frase..
ne gusti consistenza..
ne riconosci insufficienza..
ne regali relatività..
'no, mamma, no.. non mente, il nulla'..
(mai?)..

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