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02.09.15

"donde no puedas amar, no te demores"

(kahlo)

1 dicembre 2009

glugluglu(eancoraglu)..

..
assuefatta..
dipendente..
inalo fumo e fumo prendo(perdo)..
interscambi senza amore..
non bastano..
(mai)..
e io..
beh.. io non ci voglio credere che vivere sia così (bumbumbum di piedino che batte tempo al pavimento come per chieder riservato il proprio nome all’improbabile programmato paso doble che forse seguirà.. che si tratti di carnet o d’agenda elettronica, pavimento ne ha pieni i bytes/pagine di richieste così.. mentre tempo (gli) (re)stringe, stingendolo in colore e consistenza.. per non parlar di voglia d’ascoltare ogni menata.. ‘andate un po’ a batter su una pietra – sembra gridare sconsolato tra l’una e l’altra fuga - se avete il coraggio.. oppure sulla nuda terra, abbandonando il timore di sporcarvi di.. verità.. non ci sono mica solo io, perbacco’)..
sorta di..
(ribellione)..
ribellione dentro mi s’insinua adagiandosi come polvere di piombo sopra ogni piega del pensiero..
ed è così..
(forte)..
e mentre nel profondo amalgamo incongruenze e inincastrabilità lasciando che il risultato s’espanda in spazi non più minimi.. m’avvedo dell’inganno.. [inaffidabil(mente)]..
così è che percezione d’errore, come se nell’imbuto di microscopici interstizi fosse riuscita a trovar foce, spietata mi .. annega..
non c’è proprio un benedetto nulla da fare..
prova del nove.. in-ap-pli-ca-(bile)..
tutto un glugluglu di verde rabbia (impotente)..
né buono che si lasci distinguere, come un tempo sì facilmente sapeva farsi [e (ac)cadere] prendendo sembianze proprie di un.. contrasto..
spiccava talmente vivida allora differenza.. tanto da rendere senz’altro meno ardua, d’ogni scelta, eventualità..
ma dove cavolo saranno finite quelle belle bilance con i piatti?..
avvenirismo ci scosta di attimo in attimo da essenza e al suo contrario ci condanna..
fanno tutto annegato nei cristalli liquidi, al giorno d’oggi..
e io davvero non saprei che altro dire..

(se non il mio, ormai di rito, glugluglu)..

4 commenti:

  1. adesso pretendo l'esegesi del tuo testo..

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  2. eheheh.. macusal'è lesegesi?.. pare 'na parolaccia.. mica ti ci facevo, scurrile.. gary.. ti posso dire a cosa stavo pensando quando l'ho scritto, al massimo.. ah.. però.. mica me lo ricordo.. 'naggia.. ecco l’unica cosa che mi si è salvata dall’abisso della memoria è che tutta la parentesi contrattuale tra il piedino e il pavimento si potrebbe riassumere così: 'chemeloconcedequestoballo?'.. nel senso che il mio toctoctoc nervoso (m’eran saliti i cinque minuti, tutto lì) m'ha fatto rimpiangere d'aver su i tacchi (il rumore era insopportabile).. allora ho immaginato una scena dove il tacco tac-tac-cando svegliasse il pavimento, il quale, un po’ comprensibilmente alterato gli dicesse ‘una camomilla no?’.. e poi insomma tutta una storia malata dove il tacco prendesse la scusa di voler danzare per dar ragionevole interpretazione al suo inammissibile comportamento.. e dopo, ancora il pavimento che, in un modo tutto suo (e del quale, mi spingerei a dire, solo i pavimenti son capaci), lo mandasse gentilmente dal calzolaio (‘si facesse almeno riattaccar bene le solette’.. l’ho sentito chiaramente dir così.. io, di più, non so..)

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  3. ecco quella che hai fatto sarebbe l'esegesi ossia la spiegazione del testo, dico sarebbe perchè continua a essere un discreto casino. Inoltre te sei matta, adorabile sì, ma ti t'è matta :)

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  4. ehm.. dici che ho esagerato?.. dici che le sirene che sento spianate e in avvicinamento son per me?.. sorrido.. esegesiesegesiesegesiese(ho già paura di scordarmela 'sta parola).. grazie :).. m.

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