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02.09.15

Ti voglio bene si dice al cane

D’altronde a quei tempi
A quei tempi bastava davvero poco a dirsi “addio”
A darsi un ciao d’addio eravam buoni tutti
Era l’ordinaria amministrazione
Erano tempi di cuori ghiacci
Eran tempi che si era imparato a ballare da soli
Eran tempi che un “è stato bello” non lo si negava a nessuno
Eran tempi che non pioveva più da sempre
Tempi di siccità feroce
Di occhi secchi
Neanche piangere qualche lacrima eravam più capaci

E le poesie d’amore costruite in serie come utilitarie
C’eran più poesie d’amore che innamorati
C’eran più poeti che soldati

E d’altronde la natura faceva il suo corso
Ragno mangia ragno
Labbro bacia labbro
Mano carezza viso
Pugno spezza naso
Nebbia in Val Padana
Occhio non vede cuore non duole
Cuore non batte ciao è stato bello
Ciao è stato bello salutami a casa

D’altronde avevamo perso il sonno
La rotta
La voglia
La fame
E “ti voglio bene”
- ho poi scoperto -
Ti voglio bene, si dice al cane.

(Catalano)

https://youtu.be/jsCCnpcGEWI

3 maggio 2011

aufwiedersehen..

come quando piove pure un pochetto dentro.. come quando uno dice ‘ah(talmentesclamativodasembrardeh!) potessi essere una mosca(sospensione)’.. che poi.. io anche, a volte, l’ho pensato.. e infatti adesso sono una mosca.. oppure uno dei granelli di polvere che il fascio crudo di ‘sto benedetto neon tiene in ostaggio non sapendo né bene che riscatto domandarne né se è per questo a chi.. cosa sono non lo so, ecco.. una coscienza che osserva.. buoni e cattivi in una sala.. ma non è che i buoni abbiano la faccia buona e i cattivi cattiva.. infatti credo di non pensare che ci sia una distinzione se non quella dettata dalle azioni che sono differenti.. qualcuno esercita e qualcun altro subisce, niente di sbagliato in tutto questo.. forse è la dura legge del goal o magari della savana.. all’improvviso mi sovviene che mi piacerebbe essere gazzella, ma forse anche di più leonessa, ma forse anche di più leone che così me ne sto in panciolle a godermi l’ombra (e se non ce n’è alzo la criniera, un po’ di fantasia no?).. è così che finisco col perdermi i dialoghi.. penso allo sceneggiatore.. lo vedo un po’ accigliato.. penso che me la prenderei anch’io non scoprendo riconosciuta la fondamentale importanza del chi ha detto cosa.. ma poi mi passerebbe.. già.. in quello c’è di buono che non ci si sbaglia.. e dunque io non so bene cosa stia accadendo.. vedo dei camici bianchi e di sfuggita m’accorgo che se anche fossi stata attenta non avrei comunque capito le parole le quali hanno la particolarità di non contenere vocali e di finire suppergiù tutte con zeta.. sembrano incazzati.. nessuno escluso.. anche i buoni, per dire.. insomma, sì, quelli che gli altri col camice bianco hanno legato a certe tavole con degli elettrodi o robe così.. robe che dalla parte dei corpi hanno ventose e dall’altro lucette.. a un tratto resto catturata dallo sguardo di val.. dai, su.. kilmer, no?.. sì l’attore che ha sposato la tipa che faceva rossella nel remake di via col vento.. ecco, lui.. c’ha due occhietti tanto piccoli quanto affascinanti.. che poi tutto questo calamitare a sé l’intorno sia dovuto all’interno fluire di un’anima ponderosa che in quelli trova pertugio per manifestarsi o piuttosto al concomitante sollevarsi dell’angolino della bocca in quello che è un abbozzo di sorriso sì, ma scanzonato però (qualità notoriamente essenziale a un’espressione per far esclamare ‘ma guarda un po’ ‘sto mascalzone.. eh.. va’afinirechemipiace’), non saprei deciderlo.. siamo in bagno.. che ne so come cavolo ho fatto a trovarmi qui.. la più accreditata tra le ipotesi che mi si presentano al vaglio è quella che recita suppergiù ‘qualcuno deve aver tagliato un pezzo di pellicola’.. comunque quello che manca ce lo metto io.. sarà partita la ventola della macchina-elettrodomunita e io in quanto povere avrò assecondato l’aria che mi ordinava ‘abbellaperdilàsciòsciòcircolarenonc’ènientedavedere’.. adesso val mi dice ‘pronta?’.. oooooooh.. beh, ovvio, faccio un po’ la preziosa.. cioè, dico, mica si può cedere così, al primo appuntamento, no?.. ma si vede che lui dall’espressione ha capito che dicessi un’altra cosa perché mi prende per la mano da granello di polvere e spicca un volo dalla finestra.. oddio.. vedi mo’ come è facile alle volte fraintendere?.. comunque atterriamo su un tetto e da lì inizia una corsa sfrenata che se i doktors ci beccano mi sa che ci fanno arrosto pure a noi.. mi domando come faremo a guadagnare il suolo ma poi mi ricordo delle scale antincendio.. voglio dire cosa caspita sarebbe un sogno d’azione senza scale antincendio?.. infatti ci ritroviamo su una piazza.. e dev’essere aleksanderplatz perché mi viene in mente la dietrich che canta una sua personalissima versione della canzone che contiene proprio quelle parole lì.. in più intorno c’è un’aria di neve che te la raccomando.. e noi che nella fretta abbiamo dimenticato moonboots e colbacchi, per tacere dei tabarri.. mmm.. ecco.. lo sapevo.. e già penso all’odiosissima sensazione, seconda solo a quella provata annusando l’aria di certe sale d’attesa odontoiatriche, del naso chiuso.. poi lo so che di solito respiro con la bocca.. però mi piace avere sempre la possibilità di cambiare idea, ecco.. insomma io sono lì che mi dibatto in questioni basilari per il futuro dei miei in&out d’aere ma a val credete che gliene freghi mezza?.. macché.. piuttosto mi grida qualche parola ingoiata subito dalla tormenta.. capisco solo che dobbiamo cercare un che d’importante in quella platz lì e poi tornare nel laboratorio.. a liberare i buoni.. che non si riconoscono perché hanno la faccia da buoni ma solo perché stanno subendo qualcosa.. qualcosa che magari una volta messi in grado di poterlo fare infliggeranno a qualcun altro, dato che se si fa incazzare i buoni, si sa, son guai.. la cosa mica mi convince.. e infatti a dirla tutta se non fosse per quella fossetta che fa di val val e non un altro magari ci pianterei le tende, qui nella platz, insieme alla voce della dietrich e alla bufera e ai passanti intabarrati e a tutto il resto.. sarà per via del mio rumoroso batterdidenti se la devo abbandonare.. lei, i buoni, i cattivi, la fine della storia e pure val..
(mannaggia)..

4 commenti:

  1. ti vedrei bene a sceneggiare i dialoghi di un film ..tipo quello che ho visto oggi: "basta che funzioni".

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  2. .. l'unico film che a un certo punto non mi abbia fatto venir voglia di cedere al sonno (almeno tra gli ultimi che ho visto) era coreano.. 'primavera, estate, autunno, inverno.. e ancora primavera'.. fantastico.. e quasi totalmente privo di dialoghi.. mi c'ispirerei..

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  3. fai come me, metti i film in sottofondo e fai altro: purchè li abbiano (i dialoghi).
    (oggi "l'eleganza del riccio mentre pitturavo)

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  4. 'Mi convinco che ciò a cui ho deciso di non pensare non esiste, eppure ci penso di continuo.'.. c'era questa? (nei dialoghi, dico).. non perché se mi capita tra capoecollo una frase così mentre pitturo facile che la stanza alla fine risulti più a puà della famosa zebra.. e poi mi hai fatto venire in mente un'altra bella cit da quel libro che avevo trovato in giro.. ellametto in primopiano , mi sa (il più è trovarla).. buon venerdìììì :))

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