.

.

.

02.09.15

Ti voglio bene si dice al cane

D’altronde a quei tempi
A quei tempi bastava davvero poco a dirsi “addio”
A darsi un ciao d’addio eravam buoni tutti
Era l’ordinaria amministrazione
Erano tempi di cuori ghiacci
Eran tempi che si era imparato a ballare da soli
Eran tempi che un “è stato bello” non lo si negava a nessuno
Eran tempi che non pioveva più da sempre
Tempi di siccità feroce
Di occhi secchi
Neanche piangere qualche lacrima eravam più capaci

E le poesie d’amore costruite in serie come utilitarie
C’eran più poesie d’amore che innamorati
C’eran più poeti che soldati

E d’altronde la natura faceva il suo corso
Ragno mangia ragno
Labbro bacia labbro
Mano carezza viso
Pugno spezza naso
Nebbia in Val Padana
Occhio non vede cuore non duole
Cuore non batte ciao è stato bello
Ciao è stato bello salutami a casa

D’altronde avevamo perso il sonno
La rotta
La voglia
La fame
E “ti voglio bene”
- ho poi scoperto -
Ti voglio bene, si dice al cane.

(Catalano)

https://youtu.be/jsCCnpcGEWI

10 maggio 2011

ilmedicopietoso..

..
compulsività retrattile.. a scomparsa più di un’anta scorrevole e pure a specchio.. il vantaggio è un moltiplicarsi caleidoscopico del daffare.. finalmente mi sento molto impegnata pure io.. si stava sempre meglio quando si stava peggio.. e a ogni gradino raggiunto ci s’avvede essercene uno alquanto più interessante subito sopra.. la risposta starà forse annidata qui, tra la mente e la sua claustrofobica avversione verso gli ascensori.. alla fine curare i sintomi non serve.. e quello che non serve mi ha stancato..

Nessun commento:

Posta un commento