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02.09.15

"donde no puedas amar, no te demores"

(kahlo)

6 dicembre 2011

saperedinonsaperenonèsapore

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tiro giù serrande ad isolarmi dal possibile fastidio della vicinanza altrui.. lascio qualche fessura dalla quale poter constatare ch’esisto, per non dimenticarmi di essere potenzialmente fastidiosa.. inserisco dati per tirare somme che non tengono mai conto della dimenticanza.. scandaglio la dimenticanza e la semplifico per l’archivio del poi.. starnutisco molto ed è cosa che mi piace ché tutta mi scuote centripetamente.. mi domando di passaggio non senza una certa preoccupazione se il quarto sottratto ai tre occupati dall’acqua nel corpo umano non possa per caso essere costituito da muco.. m’impedisco previsioni di durata per evitare d’immaginare le scorticature del naso (solo un tantino sbirulinesca, l’aria che mi danno) quali prime cugine d’un risultato da destro di cassiusclay.. m’accorgo di non sapere il sapore di tutti gli oggetti di metallo di cui conosco il nome e il prezzo medio.. lo associo a quello delle lacrime che non posso concedermi per via di questo intasamento già di suo prossimo al proprio zenith.. penso che mi piacerebbe imparare a dimenticare i nomi e i prezzi medi delle cose.. penso che invece mi piacerebbe saperne il sapore.. non associarlo..
saperlo..

4 commenti:

  1. .. ihih.. possibile, sì.. forse effetto collaterale anticipato degli antistaminici che dovrò decidermi ad assumere a tempo indeterminato.. :)

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  2. sempre alla ricerca di indeterminatezze, tu!

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  3. .. alla ricerca d'etichette di stranezza da sapermi meritare.. ma anche quello che hai detto tu.. amo platone e le sue ombre.. la realtà è cruda e sono nata con lo stomaco privo di certi enzimi..

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