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02.09.15

Ti voglio bene si dice al cane

D’altronde a quei tempi
A quei tempi bastava davvero poco a dirsi “addio”
A darsi un ciao d’addio eravam buoni tutti
Era l’ordinaria amministrazione
Erano tempi di cuori ghiacci
Eran tempi che si era imparato a ballare da soli
Eran tempi che un “è stato bello” non lo si negava a nessuno
Eran tempi che non pioveva più da sempre
Tempi di siccità feroce
Di occhi secchi
Neanche piangere qualche lacrima eravam più capaci

E le poesie d’amore costruite in serie come utilitarie
C’eran più poesie d’amore che innamorati
C’eran più poeti che soldati

E d’altronde la natura faceva il suo corso
Ragno mangia ragno
Labbro bacia labbro
Mano carezza viso
Pugno spezza naso
Nebbia in Val Padana
Occhio non vede cuore non duole
Cuore non batte ciao è stato bello
Ciao è stato bello salutami a casa

D’altronde avevamo perso il sonno
La rotta
La voglia
La fame
E “ti voglio bene”
- ho poi scoperto -
Ti voglio bene, si dice al cane.

(Catalano)

https://youtu.be/jsCCnpcGEWI

10 settembre 2013

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.. s’incrosta, il fluire, talvolta.. s’aggruma per troppa densità che manca l’onda.. allora leggo, leggo, leggo.. non so.. mi sembra di riequilibrare così l’escursioni termiche tra il fuori e il dentro.. son’io dunque non più se non questo confine di filo spinato che contiene e che divide.. mi ci ferisco volentieri, contro di me.. eppure l’amo quest’indole che si fa condanna a sanguinare.. e no che non dovrei.. (no, che non dovrei)..


“e siamo bestie feroci
se solo vogliamo possiamo
essere bestiacce feroci

lo sai?
sì lo sai
lo so che lo sai
si vede dagli occhi che porti
ma non lo vogliamo

è il nostro segreto.”

(guido catalano)

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